“Ci sono il doppio degli infortuni”, “Chi è in Europa gioca 6-7 partite in più”: la Serie A lancia l’allarme dopo la sosta per le nazionali. Cosa dicono i dati
“I primi numeri che abbiamo sono di quasi il doppio degli infortuni rispetto alla sosta dell’anno scorso“. Il primo allenatore a lanciare l’allarme durante questi due giorni di conferenze stampa pre partita è stato Daniele De Rossi, tecnico del Genoa che ha affrontato uno dei temi più discussi al momento nel calcio europeo: la ripresa dopo la maxi sosta per le Nazionali. Da quest’anno infatti c’è una novità: quelle che fino allo scorso anno erano due soste (una a settembre e una a ottobre), adesso sono state accorpate dando vita a uno stop più lungo, con quattro partite giocate dalle nazionali anziché due. La sosta di ottobre del 2025 era prevista dal 6 al 14 ottobre, mentre quest’anno lo stop è durato dal 21 settembre al 6 ottobre. Due weekend senza Serie A anziché uno. De Rossi ha messo l’accento sull’aumento degli infortuni – reale (e i dati lo confermano) – ma senza tenere conto che raddoppiando le partite giocate dall’Italia e le altre nazionali, raddoppia ovviamente anche la possibilità che ci si possa infortunare. Esempio pratico: se nella sosta di settembre 2025 gli infortuni erano stati 7 e in quella di ottobre altri 7 (con quattro partite totali), è chiaro che in quella di ottobre (con lo stesso numero di partite, ma consecutive) possano essere 14.
Non è dello stesso avviso di De Rossi invece Cristian Chivu: “Non è cambiato molto per come la vedo io di solito. Ci siamo allenati in pochi, i giocatori convocati dalle nazionali sono stati chiusi in ritiro per una settimana in più oltre alle 4 partite disputate. Soltanto oggi ci siamo allenati tutti insieme per la prima volta“. Ma c’è un altro tema: quello dell’aumento del tempo effettivo: “Cinque minuti in più di tempo effettivo sono tanta roba, chiaramente questo comporta un maggiore consumo di energie”, ha spiegato Chivu. Più netto Allegri: “È un dato statistico, oggettivo: il campionato italiano, grazie a Orsato, ha preso un indirizzo completamente diverso. 6 minuti in più di gioco effettivo sono tanti, se lo moltiplicate per 50-60 partite per chi gioca in Europa, diventano altre 6-7 partite in più con ritmi diversi e recuperi più bassi”.
Ma cosa dicono i dati a riguardo? Come riporta Sky Sport, i giocatori che hanno accusato un infortunio durante le tre settimane di sosta sono 21, di cui 15 in nazionale, 6 durante amichevoli con il club o in allenamento. Nella sosta di ottobre 2025, invece, i calciatori infortunati erano stati 7: Pulisic, Rabiot, Saelemaekers, Estupiñán, Nkunku, Addai e Kean. Rispetto ai 15 di quest’anno, dunque, l’aumento è di oltre il doppio. Qui subentra il ragionamento precedente: raddoppia il numero delle partite (da 2 a 4), raddoppia anche il rischio di esporsi a infortuni.
Andando più nello specifico delle squadre di Serie A, il Milan è la squadra di Serie A che ha accumulato il maggior minutaggio con i propri nazionali durante la sosta: 2.624 minuti complessivi, davanti ad Atalanta (2.427) e Inter (2.343). I rossoneri devono però fare i conti con l’infortunio di Pervis Estupiñán, alle prese con una distorsione al ginocchio destro rimediata durante Ecuador–Giappone. Statistica curiosa, ma sfortunata: era anche uno dei giocatori che si era fatto male nella sosta di ottobre 2025. Tra le big, la situazione più delicata sul fronte dei problemi fisici è quella del Napoli, che ha perso tre giocatori: Antonio Vergara, Mathias Olivera e Costantino Favasuli. Un bilancio che si aggiunge al carico di lavoro dei nazionali, con 2.094 minuti giocati complessivamente. Assenze sottolineate anche da Massimiliano Allegri in conferenza stampa.
L’Inter, seconda per minutaggio, ha totalizzato 2.343 minuti con i propri nazionali e non ha registrato alcun infortunio. Anzi, ha avuto più tempo per permettere a Calhanoglu di guarire. La Juventus, invece, si ferma a 1.772 minuti e conta un solo giocatore da monitorare: Francisco Conceição, uscito durante Norvegia-Portogallo per un problema alla coscia. Gli esami hanno escluso lesioni e hanno chiarito che si è trattato soltanto di una contusione, tanto che il portoghese è già tornato a disposizione. Decisamente meglio Roma e Como: i giallorossi in nazionale hanno giocato 1.290 minuti complessivi (zero infortunati, undicesimo club di Serie A per minuti giocati), mentre i comaschi (noni in questa speciale classifica) hanno chiuso con 1.588 minuti totali e un giocatore con problemi fisici. Parliamo di Moise Kean, rientrato acciaccato dopo Francia-Italia e ha lasciato il ritiro azzurro prima della sfida con la Turchia.