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Ultimo aggiornamento: 18:32

Vannacci rilancia i rastrellamenti al convegno dei poliziotti. Ma il sindacato delle divise frena: “Termine militare, non si usa in città”

Il segretario generale Fsp Polizia di Torino Luca Pantanella non risponde sulla necessità: "Da anni usiamo le operazioni ad alto impatto"
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“Il rastrellamento altro non è che una perlustrazione atta a individuare persone o cose nell’ambito di un’attività della polizia. È una tecnica tattica e procedurale”. Al convegno del sindacato di polizia Fsp, Roberto Vannacci rilancia l’idea del vicario regionale piemontese Enrico Forzese di “rastrellare” le periferie della città torinese.

“Come dice la Treccani si tratta di un’identificazione coatta di tutte le persone presenti in un territorio”, spiega Forzese a margine dell’incontro. Ma il segretario generale Fsp Polizia di Torino Luca Pantanella precisa: “È un termine loro perché è di uso militare, ma non viene usato nelle città”. Serve o non serve? Il poliziotto non risponde, ma preferisce concentrarsi su quello che già esiste “da anni con le operazioni ad alto impatto nelle grandi città”.

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