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Ultimo aggiornamento: 18:42

“C’è ancora chi crede di poter battere una Russia con 6mila testate nucleari? Ue assente, ha fatto di più Erdogan”. Le parole di Cuperlo a La7

"Se Putin è la reincarnazione di Hitler, perché l’Europa non mobilita la Nato?". La frecciata del deputato del Pd agli oltranzisti anti-negoziato
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“Il conflitto russo-ucraino è un tema delicato e complicato. Vorrei non essere interrotto, altrimenti non ci capiamo e tutto si riduce alla polemica tra Conte e Schlein sull’invio delle armi all’Ucraina. Non va bene, perché c’è una guerra nel cuore dell’Europa“. Così a Omnibus (La7) il deputato del Pd Gianni Cuperlo replica alla conduttrice Alessandra Sardoni che lo incalza sul nodo cruciale interno al campo progressista circa il sostegno militare a Kiev.
Cuperlo ribadisce la posizione del Pd ma con dei distinguo: “La guerra tra Russia e Ucraina ha già determinato oltre un milione di morti nel cuore del nostro continente. Ricordo che dal 10 giugno del ’40 alla metà del 45, sono morti 440mila italiani, cioè le vittime della guerra in Ucraina sono già più del doppio dei nostri connazionali morti nella seconda guerra mondiale”.

Il parlamentare dell’ala sinistra dem sottolinea: “Assodato il nostro sostegno alla resistenza del popolo e del governo ucraino, che non è in discussione, qual è lo sblocco che noi pensiamo sia possibile per questo conflitto? Dalle amministrazioni americane di Biden e Trump non è mai venuta un’indicazione su quale possa essere il terreno del compromesso possibile, cioè della fine di questa guerra”.
E aggiunge provocatoriamente: “C’è ancora chi ritiene che questa guerra possa concludersi con la sconfitta militare sul campo della Federazione russa, cioè di una realtà che detiene 6mila testate nucleari tattiche? L’Europa è stata clamorosamente inadempiente, assente sul terreno di un’iniziativa politica e diplomatica per tentare la via di un compromesso, che determinasse la sospensione di questo conflitto”.
Poi propone la sua soluzione per appianare le divisioni interne al campo progressista sull’invio di armi a Kiev: “Questo è il tema su cui possiamo trovare la dimensione di un dialogo e di un confronto, perché se tutto si risolve sul fatto che un partito vuole mandare le armi e gli altri no, facciamo una discussione abbastanza superficiale rispetto alla drammaticità del tema”.

Cuperlo poi contesta la visione di “talune voci anche autorevoli” che nei talk show politici, in questi 4 anni, hanno evocato un’analogia tra un eventuale negoziato nel conflitto russo-ucraino e Monaco 38, ovvero l’accordo del settembre 1938 con cui Gran Bretagna, Francia e Italia accettarono che Hitler si annettesse i Sudeti cecoslovacchi senza che Praga sedesse al tavolo. Quell’intesa, presentata da Chamberlain come garanzia di pace, si rivelò invece il capolavoro dell’appeasement: sei mesi dopo la Germania occupò il resto della Cecoslovacchia e l’anno seguente invase la Polonia.
Il deputato dem respinge l’equazione automatica: trattare con Putin non è, di per sé, ripetere Monaco.
E osserva: “Ma allora noi consideriamo allora Putin, pur con le sue enormi responsabilità, come la reincarnazione moderna di Hitler? Perché se così fosse, allora l’Europa dovrebbe mobilitare non se stessa ma la Nato, visto che bisogna estirpare il cancro prima che esploda. Io invece credo che, di fronte ad una situazione storica così complessa, con la guerra riprecipitata nel cuore di questo continente, sia necessario invocare, insieme al sostegno pieno all’Ucraina che resiste all’invasione russa, un ritorno di un’azione diplomatica“.

Cuperlo conclude: “Sul terreno dell’iniziativa politica e diplomatica, ha fatto di più in questo conflitto la Turchia del sultano Erdogan che ha sbloccato la partenza delle derrate di cereali da Odessa e dai porti del Mar Nero, anche per prevenire una potenziale carestia dei paesi del Nord Africa con flussi migratori”.

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