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Dalla Fiat Pandina alla Volkswagen Polo: ecco i modelli che beneficeranno dell’esenzione dal bollo nel 2027

Ci sono un numero e una sigla da tenere bene a mente: 80 kW. Sono circa 109 cavalli e rappresentano il limite di potenza previsto per accedere all’agevolazione per chi deve pagare la tassa tra il 1 gennaio e il 31 dicembre del prossimo anno
Dalla Fiat Pandina alla Volkswagen Polo: ecco i modelli che beneficeranno dell’esenzione dal bollo nel 2027
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Per capire quali auto potranno beneficiare dell’esenzione dal bollo nel 2027 ci sono un numero e una sigla da tenere bene a mente: 80 kW. Sono circa 109 cavalli e rappresentano il limite di potenza previsto per accedere all’agevolazione per chi deve pagare la tassa “tra il 1 gennaio e il 31 dicembre del prossimo anno“, come si legge nella bozza del provvedimento. La soglia non riguarda però il modello in generale, ma la singola versione e la specifica motorizzazione. La stessa auto può quindi rientrare nell’esenzione con un motore ed essere esclusa con un altro. Per verificare il dato basta guardare la carta di circolazione: la potenza netta massima in kW è riportata al campo P.2.

Il limite comprende una parte consistente delle utilitarie e delle compatte presenti sulle nostre strade. Tra i modelli più diffusi si trovano diverse versioni di Fiat Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Toyota Yaris, Renault Clio, Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20 e Lancia Ypsilon. Si tratta in gran parte di vetture appartenenti ai segmenti A e B, cioè citycar e utilitarie, ma la soglia può comprendere anche alcune vetture di dimensioni maggiori. Il motivo è semplice: negli allestimenti d’ingresso vengono spesso utilizzati motori con potenze contenute, capaci di rimanere entro gli 80 kW.

Tra le citycar ci sono, ad esempio, Fiat Panda e 500, comprese alcune versioni mild hybrid, oltre a Kia Picanto, Hyundai i10 e Toyota Aygo. Anche modelli ormai presenti da anni sul mercato, come Ford Fiesta, Fiat Punto e Renault Clio, possono rientrare nei parametri con le motorizzazioni meno potenti. La possibilità riguarda quindi anche le auto usate e non soltanto quelle appena acquistate. Un modello più vecchio può avere infatti una potenza inferiore rispetto alla generazioni successiva e rientrare nella soglia degli 80 kW.

L’esenzione non si ferma alle piccole utilitarie. Ci sono anche alcuni crossover e Suv urbani con versioni compatibili. È il caso della Jeep Avenger con il motore 1.2 Turbo da 74 kW, quindi ampiamente sotto il limite. Nella stessa situazione possono trovarsi alcune versioni di Fiat 600 e Peugeot 2008 equipaggiate con motori termici entro gli 80 kW. Anche in questo caso, però, non è sufficiente conoscere il nome del modello: bisogna verificare la potenza della specifica vettura.

Il limite, naturalmente, interessa anche le auto ibride. Il provvedimento considera infatti le vetture alimentate a benzina o gasolio anche quando il motore termico è abbinato a un’altra fonte di propulsione. Possono quindi rientrare nell’agevolazione mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid, purché rispettino il limite previsto. Per le ibride c’è però un aspetto tecnico da non trascurare. La potenza complessiva del sistema, ottenuta sommando il contributo del motore termico e quello elettrico, non è il dato da utilizzare per stabilire se si è sopra o sotto la soglia. Il riferimento è sempre quello indicato sul libretto alla voce P.2.

Si tratta di una distinzione importante perché alcune ibride possono avere una potenza di sistema superiore ai 109 cavalli pur presentando sul documento di circolazione un valore compatibile con il limite. Tra i modelli citati nelle versioni interessate ci sono Toyota Yaris e Renault Captur E-Tech. Anche per queste vetture, comunque, la verifica deve essere fatta sulla singola motorizzazione e sulla relativa carta di circolazione.

Il mercato offre inoltre diversi esempi di versioni d’ingresso (le cosiddette entry level) pensate proprio per mantenere costi e consumi contenuti. Per queste versioni, spesso appannaggio dei neopatentati, il limite viene quindi rispettato, mentre eventuali motorizzazioni più potenti dello stesso modello come detto possono rimanere escluse.

Il discorso cambia quando si sale di categoria e aumentano cilindrata e potenza. Restano fuori le vetture che superano gli 80 kW, anche se appartengono a modelli molto diffusi. Alcuni esempi si trovano tra le auto compatte, i crossover e i Suv. Volkswagen Golf, Jeep Compass e Toyota Yaris Cross possono infatti essere disponibili con motorizzazioni che superano il limite. Lo stesso vale, in generale, per molte versioni dei marchi premium come Audi, Bmw, Mercedes-Benz, Volvo e Land Rover.

Anche un modello conosciuto da tutti come la Volkswagen Golf, per esempio, dimostra perché non sia corretto parlare di esenzione per modello. Nel corso delle diverse generazioni è stata proposta con numerosi motori e livelli di potenza. Alcune versioni meno potenti possono rientrare negli 80 kW, mentre quelle più prestazionali continuano a pagare il bollo. Lo stesso principio vale per un altro nome noto come Ford Focus e per molti altri modelli del segmento C.

Per i veicoli Euro 6, il bollo si calcola sulla tariffa base nazionale di 2,58 euro per ogni kilowatt di potenza del motore, con lievi maggiorazioni applicate da alcune Regioni. Per chi possiede uno dei dieci modelli più venduti rientranti nella soglia degli 80 kW, l’abolizione del bollo garantirebbe un risparmio medio compreso tra 130 e 210 euro all’anno, a seconda del modello di veicolo e della Regione di residenza. Quindi citycar come Fiat Panda e Toyota Aygo X, con potenze comprese tra 51 kW e 53 kW, beneficerebbero di un taglio annuo delle spese di gestione che va da 131 a 145 euro. Mentre i proprietari di B-Suv e compatte come Jeep Avenger, Citroën C3, Fiat Grande Panda, Peugeot 208 e Dacia Duster, con motorizzazione da 100 CV (74 kW), potrebbero risparmiare da 191 a 215 euro all’anno. Best seller come Dacia Sandero e Renault Clio, a seconda della motorizzazione, da 48 a 74 kW, godrebbero di spese di bollo tagliate da 124 a 191 euro all’anno. Complessivamente, considerando la distribuzione delle vendite dei modelli in classifica, l’impatto medio della misura proposta sul portafoglio degli automobilisti italiani interessati sarebbe di circa 170 euro all’anno.

Un’attenzione particolare va riservata alle auto elettriche. Il provvedimento non le comprende tra le vetture esentate. Per queste auto continua quindi a valere il regime previsto dalla normativa, che già stabilisce un’esenzione dalla tassa automobilistica per i primi cinque anni. In questo caso, tuttavia, il dato della potenza indicato sul libretto può creare qualche equivoco. La voce P.2 non corrisponde necessariamente alla potenza di picco dichiarata dal costruttore, ma al valore di omologazione, misurato su 30 minuti di funzionamento al massimo del propulsore. Bisogna dunque fare attenzione.

La stessa attenzione è necessaria quando si compra un’auto usata. Due vetture dello stesso modello possono avere motori differenti e quindi un trattamento diverso. Una versione da 74 kW può rientrare nell’agevolazione, mentre una variante più potente dello stesso modello può esserne esclusa. La soglia degli 80 kW diventa, dunque, il vero spartiacque tra le auto interessate e quelle che continueranno a pagare il bollo nel 2027.

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