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Gli effetti a lungo termine dei farmaci per dimagrire - 3/4

Valter Longo avverte sui rischi del digiuno intermittente e dei farmaci GLP-1: cosa sapere prima di scegliere
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Gli effetti a lungo termine dei farmaci per dimagrire

Non basta un reel di trenta secondi per capire di cosa ha bisogno il nostro corpo: ogni caso è diverso, e solo un team qualificato può consigliare il corretto percorso per perdere peso. I social media hanno anche l’effetto di distorcere la nostra percezione dei corpi, proponendo incessantemente un’idea di magrezza estrema come aspirazionale. I dati sull’impennata di richieste dei farmaci GLP-1 lo dimostrano. “È una nuova modalità che è destinata a rimanere per via degli interessi in gioco: parliamo di un mercato da centinaia di miliardi di euro o dollari. C’è una fortissima spinta commerciale e un’influenza sui medici e sui professionisti”. I benefici ci sono. Gli effetti collaterali, anche. “I farmaci GLP-1 fanno effettivamente perdere peso. Tuttavia, insieme al peso si perde massa magra. Inoltre, parlando con il direttore di una clinica per l’obesità e il diabete ho scoperto che circa il 20-30% dei pazienti non arriva neanche a due mesi di cura per via degli effetti collaterali. I dati mostrano che entro tre anni il 92% delle persone smette di prenderlo. Le meta-analisi evidenziano che, non appena smetti, riprendi peso: ormai lo ammettono anche le aziende farmaceutiche. Ma il punto è che gran parte del peso ripreso è massa grassa”. In Italia, i farmaci a base di GLP-1 come semaglutide, liraglutide o tirzepatide possono essere assunti da pazienti adulti affetti da diabete di tipo 2 o da persone con obesità o sovrappeso con gravi complicanze correlate. Nella realtà, i confini dell’utilizzo sono più sfumati. “Il quadro è questo: perdi peso, hai una serie di effetti collaterali (alcuni potenzialmente gravi), circa un quarto del peso perso è massa magra e, quando entro due o tre anni smetterai, riprenderai il peso sotto forma di massa grassa. Eppure questi dettagli non vengono spiegati, si vede solo il risultato immediato”.

I farmaci, eventualmente, dovrebbero essere l’ultimo step: “In teoria, le persone dovrebbero essere educate a tavola, come spiegheremo al festival, e avere l’accesso rimborsato alle visite specialistiche di medici e nutrizionisti. Il nostro compito sarebbe tenerti sano. Se dopo due o tre anni di tentativi non ci siamo riusciti, e la persona è gravemente obesa o ha problemi di peso seri, allora ha senso ricorrere al GLP-1, ma sempre affiancato al tentativo di impostare uno stile di vita corretto e comunque a farlo dopo che il paziente smette di prendere i farmaci”. Il programma del Festival pone l’accento anche su un aspetto meno discusso, ma fondamentale: la psicologia del cibo. “Dico sempre: se ci fosse una pillola in grado di sostituire l’esercizio fisico, la daremmo a tutti? No, perché l’esercizio fisico ti dà una serie di benefici mentali a cui non vuoi rinunciare. Quel piccolo sforzo è fondamentale: la stessa gioia che si prova dopo aver fatto sport c’è anche nella nutrizione”.

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