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Gasolio a 2,18 euro al litro e oggi scade lo sconto sulle accise: governo verso l’ennesima proroga. Le “misure mirate” devono attendere

Unione nazionale consumatori: "Prezzi impazziti. Se ieri, in un solo giorno, un pieno da 50 litri di gasolio era rincarato di 40 cent, oggi in autostrada costa 50 cent più di ieri. Va ancora peggio per la benzina: in appena 24 ore un rifornimento si paga 55 cent in più, contro i 45 cent di ieri". Intanto la maggioranza non trova la quadra sugli aiuti selettivi
Gasolio a 2,18 euro al litro e oggi scade lo sconto sulle accise: governo verso l’ennesima proroga. Le “misure mirate” devono attendere
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Il gasolio vola a 2,18 euro al litro sulla rete stradale e a 2,26 euro in autostrada. “Prezzi impazziti. Se ieri, in un solo giorno, un pieno da 50 litri di gasolio era rincarato di 40 cent, oggi in autostrada costa 50 cent più di ieri. Va ancora peggio per la benzina: in appena 24 ore un rifornimento si paga 55 cent in più, contro i 45 cent di ieri”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. E proprio oggi scade l’ennesima proroga dello sconto di 17 centesimi tra accise e Iva, che il governo aveva prorogato fino al 10 settembre promettendo che sarebbe stato l’ultimo intervento generalizzato (e regressivo) avrebbe poi lasciato spazio a misure in base al reddito. Invece il Consiglio dei ministri dovrebbe varare oggi una nuova proroga, fino a fine mese. Per i provvedimenti mirati bisogna attendere ancora, come aveva ventilato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin da Cernobbio.

Mentre FederPetroli Italia avverte che tra un mese un pieno potrebbe costare circa 30 euro in più, i numeri intanto fotografano quelli che i consumatori definiscono “prezzi impazziti”. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, il prezzo medio del gasolio in modalità self service sulla rete stradale nazionale è salito a 2,184 euro al litro, dai 2,177 di ieri. La benzina è arrivata a 2,077 euro, contro i 2,067 di mercoledì. Sulla rete autostradale il diesel costa in media 2,258 euro al litro, dai 2,248 di ieri, mentre la benzina è salita a 2,163 euro. Il rialzo arriva mentre sui mercati internazionali il petrolio continua a correre: mercoledì il Brent con consegna a novembre ha superato i 101 dollari al barile, con un balzo del 3,5% a 101,37 dollari, mentre il Wti è salito del 3,6% a 96,35 dollari.

La risposta del governo è dunque un’altra misura-tampone. “Domani c’è la scadenza di questo sconto gasolio, ho parlato con Giorgetti, penso che verrà prorogato con le accise mobili fino a quasi fine mese”, ha detto ieri Salvini. Il meccanismo dovrebbe essere ancora quello delle accise mobili, che consente di utilizzare il maggior gettito Iva prodotto dall’aumento del prezzo internazionale del greggio per ridurre temporaneamente l’accisa sul carburante. È l’ennesima riproposizione di una strategia poco efficace – non sta impedendo ai prezzi alla pompa di avvicinarsi a livelli record – e costata alle casse pubbliche oltre 2,6 miliardi di euro (inclusi gli aiuti per l’autotrasporto) che il governo aveva dichiarato di voler cambiare passando a sostegni selettivi sulla base del reddito, concentrati sulle famiglie con redditi bassi e sugli autotrasportatori. “Non possiamo permetterci di spendere altri soldi per consentire a chi non ne ha bisogno o a chi viene dalla Francia per fare benzina di avere lo stesso aiuto di un italiano che prende 1200 euro al mese”, aveva detto la premier Giorgia Meloni dal palco di Bari per i 4 anni del governo.

Ma la maggioranza non trova la quadra. La Lega si è messa di traverso sugli aiuti mirati basati sull’Isee e pure sul bonus in busta paga, perché Matteo Salvini pretende che siano compresi anche i lavoratori autonomi. Il che significa che servirebbero più soldi. Il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani dal canto suo aveva evocato “aiuti che possano aiutare soprattutto i ceti più deboli, il ceto medio, e aiutare le imprese”.

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