Scuola, Lazio maglia nera per l’agibilità: solo il 12,7% degli edifici ha il certificato. Protesta Pd davanti alla Regione: “Sbloccare i fondi”
Il 10 settembre, con l’inizio dell’anno scolastico nel Lazio, studenti, Giovani Democratici e rappresentanti del Partito democratico sono in presidio davanti alla sede della Regione Lazio per chiedere lo sblocco dei fondi per l’edilizia scolastica. Al centro della protesta ci sono i finanziamenti necessari per gli istituti superiori di Roma e provincia: secondo la Città metropolitana, per gli interventi più urgenti servono circa 300 milioni di euro. “Le nostre scuole hanno bisogno di interventi concreti, di manutenzione, sicurezza e spazi adeguati”, spiega a ilfattoquotidiano.it Jacopo Augenti, segretario dei Giovani Democratici di Roma.
I numeri restituiscono un quadro difficile. Secondo i dati dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica relativi all’anno 2023-2024, analizzati da Tuttoscuola e rilanciati da Uil Scuola, nel Lazio appena 407 dei 3.203 edifici scolastici censiti risultano dotati del certificato di agibilità: il 12,7%. È la percentuale più bassa tra le regioni italiane. Negli ultimi anni, nella Capitale, non sono mancati episodi che hanno riportato il tema della sicurezza degli edifici scolastici al centro dell’attenzione. Nel dicembre 2023, al liceo Machiavelli, una parte del soffitto è crollata durante le lezioni, colpendo due studentesse. Le ragazze non hanno riportato conseguenze gravi, ma gli studenti raccontarono di aver già segnalato nelle settimane precedenti altri piccoli cedimenti.
Nell’ottobre 2024, invece, il liceo Gullace Talotta è stato colpito da due incendi dolosi consecutivi nella succursale di via Deportati del Quadraro. Circa 1.470 studenti sono stati trasferiti in altre sedi mentre venivano realizzati gli interventi di ripristino. Nell’ottobre 2025, all’istituto Piaget Diaz è poi crollato un controsoffitto in una delle scale dell’edificio, pochi minuti prima dell’ingresso degli studenti. E ci sono interventi che restano in attesa per anni. È il caso del liceo Pacinotti-Archimede, per il quale la Città metropolitana ha presentato già nel 2023 progetti per il rifacimento del tetto e la sostituzione degli infissi, caricando sul portale regionale ARES una richiesta di finanziamento da 1,8 milioni di euro. A gennaio 2026 l’istituto era ancora tra le circa 80 scuole per le quali l’ente non era riuscito a ottenere i finanziamenti necessari. A questi episodi si aggiungono le segnalazioni e le proteste che gli studenti portano avanti ogni anno per problemi più ricorrenti, dai riscaldamenti che non funzionano alla pioggia che entra nelle aule.
Il portale ARES è proprio uno dei punti del confronto tra Regione e Città metropolitana. È il sistema regionale dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, attraverso il quale gli enti proprietari degli edifici possono censire le strutture e indicare anche gli interventi necessari. Nel 2023, su indicazione della Regione, la Città metropolitana ha inserito nel portale l’elenco degli edifici che necessitavano di lavori, per un valore complessivo di 68,223 milioni di euro. A ottobre 2025, il consigliere delegato all’edilizia scolastica Daniele Parrucci denunciava che, dopo due anni, quelle richieste non avevano ancora ricevuto risposta. E a oggi l’amministrazione comunale stima che la cifra si arrivata a circa 300 milioni di euro per risolvere le diverse problematiche degli istituti. “Il problema è che i fondi per l’edilizia scolastica, per quanto ancora non sufficienti, esistono, sono a bilancio regionale, ma non vengono allocati e messi a disposizione della Città metropolitana”, dice Augenti. E accusa: “C’è la volontà politica di non aiutare un’amministrazione di centrosinistra. Il fatto che la Città metropolitana sia amministrata da un colore politico diverso viene usato contro gli studenti”.
Augenti punta il dito anche contro le condizioni degli edifici: “Oltre al caldo insostenibile che in questi giorni si sta vivendo a Roma, che rende necessari interventi per isolare termicamente meglio gli edifici, ci sono molti altri problemi che vanno risolti nelle nostre scuole. Il bilancio della Regione ha la capacità di sostenere questi interventi oltre i soldi già stanziati, ma manca la volontà politica”. Il riferimento è a il rendiconto 2025 della regione Lazio chiuso con un avanzo di amministrazione superiore ai 300 milioni di euro. Per Augenti il dato dimostra che le risorse per intervenire ci sono: “Non spendere i soldi che si hanno a disposizione in servizi e infrastrutture è una scelta politica”. La maggioranza regionale respinge le accuse. Vittorio Sambucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della XI Commissione, ha definito il presidio annunciato da Pd e Giovani Democratici “una protesta costruita sul nulla”, sostenendo che la Giunta Rocca e gli assessori competenti stanno lavorando da settimane per garantire il migliore rientro a scuola degli studenti del Lazio.