Il mondo FQ

Che succede nella nostra mente - 3/5

Intervista a Pierluigi Cordellieri, psicologo e psicoterpeuta, per scoprire cosa significhi l'ultimo studio di Harvard sulla correlazione tra musica e incidenti stradali
Che succede nella nostra mente - 3/5
Icona dei commenti Commenti

Che succede nella nostra mente

In ogni caso, alcuni interrogativi lo studio li solleva. Per esempio, che succede quando un automobilista cerca un brano, scorre una playlist, cambia canzone o regola il volume? Quali di queste azioni possono distrarre di più dalla guida?

“Certamente non tutte le azioni richiedono lo stesso livello di attenzione. Di fatto, guidare è già di per sé un compito complesso. Se poi aggiungiamo un secondo compito, come cercare un brano o scorrere una playlist, una parte delle risorse attentive viene sottratta alla guida. La distrazione può essere visiva, manuale o cognitiva. E quella visiva è particolarmente critica, perché la vista è il principale canale attraverso cui controlliamo ciò che accade sulla strada. Cercare una canzone sul telefono, per esempio, può impegnare contemporaneamente vista, mano e attenzione mentale. Non a caso, nello sviluppo dei sistemi di infotainment l’obiettivo è anche quello di semplificare l’interazione e ridurre il più possibile il carico richiesto al conducente. Però questo non significa che ciò che non impegna la vista sia automaticamente sicuro. Se sto parlando in vivavoce o con gli auricolari e la conversazione diventa molto coinvolgente o animata, posso avere gli occhi sulla strada, ma una parte consistente dell’attenzione impegnata altrove”.

Più automatismi, più sicurezza? Che cosa cambia, dal punto di vista della sicurezza, tra chi ascolta una playlist già impostata attraverso Apple CarPlay o Android Auto e chi invece utilizza direttamente lo smartphoneper cercare e ascoltare musica?

“Stiamo parlando delle strategie di fronteggiamento della distrazione. Si può capire che, se la playlist è stata impostata prima di partire e poi procede senza bisogno di ulteriori interventi, l’ascolto resta un’attività relativamente passiva e sottrae meno risorse alla guida. Diverso è quando utilizziamo direttamente lo smartphone per cercare un artista, scorrere una playlist o scegliere un brano. In quel caso aumentano contemporaneamente le componenti della distrazione di cui parlavamo prima: devo guardare, toccare, leggere e decidere. Il presupposto rimane quello a cui si accennava prima: sottrarre all’attenzione necessaria alla guida il meno possibile. Sistemi come Apple CarPlay o Android Auto cercano proprio di ridurre questo carico, semplificando l’interfaccia e rendendo alcune funzioni più accessibili. Non eliminano il problema, ma possono ridurre alcune componenti della distrazione, soprattutto quella visiva e manuale. Non farei una contrapposizione rigida tra ‘sistema di bordo sicuro’ e ‘smartphone pericoloso’. Direi piuttosto che più l’interazione è semplice, breve e automatizzata, minore è in genere il carico aggiuntivo; più richiede sguardi, passaggi e decisioni, maggiore è il potenziale di distrazione. Di fatto, oggi saper guidare non significa soltanto saper controllare il veicolo, ma capacità di gestire correttamente tutto ciò che, dentro il veicolo, può competere con la nostra attenzione”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione