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Musica-incidenti: un'associazione non ancora dimostrata dalla scienza - 2/5

Intervista a Pierluigi Cordellieri, psicologo e psicoterpeuta, per scoprire cosa significhi l'ultimo studio di Harvard sulla correlazione tra musica e incidenti stradali
Musica-incidenti: un'associazione non ancora dimostrata dalla scienza - 2/5
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Musica-incidenti: un’associazione non ancora dimostrata dalla scienza

Lo stesso studio propone alcune possibili spiegazioni, dalla maggiore interazione con smartphone e sistemi multimediali all’attenzione catturata dalla musica, ma non può stabilire quale sia quella reale. Ed è qui che la ricerca diventa interessante per chi guida: non tanto per chiedersi se Taylor Swift sia pericolosa al volante, ma per capire quanto possa esserlo il modo in cui scegliamo, cerchiamo e gestiamo la musica mentre siamo alla guida. Ne abbiamo parlato con il dottor Pierluigi Cordellieri, psicologo e psicoterapeuta, ricercatore presso
la Sapienza di Roma ed esperto di psicologia del traffico e sicurezza stradale.

Dottor Cordellieri, possiamo dire che l’ascolto di un album molto atteso e appena uscito aumenti il rischio di incidente mortale?
“Si può parlare di un’associazione robusta, ma non ancora di una relazione causale dimostrata. Lo studio è ben costruito e gli autori hanno cercato di controllare diverse possibili variabili ‘confondenti’. Tuttavia, il risultato è interessante e merita attenzione, ma occorrono ulteriori studi”.

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