“Non me la sento più”: la frase di Grosso che ha fatto infuriare la Fiorentina. Ora il club valuta un’azione disciplinare
Di milioni di euro, ne sono stati spesi 130. E la rosa è stata davvero rivoluzionata. La Fiorentina era partita con le migliori intenzioni e con un entusiasmo impressionante, alle porte di quel centenario che il presidente Commisso ha cominciato a celebrare nel migliore dei modi. Poi è arrivato il campo. Con le sue sentenze. Con nove gol subiti, uno segnato e soprattutto zero punti in classifica, la Fiorentina è anche la peggiore squadra della Serie A. E Fabio Grosso non è nemmeno riuscito a rimanere sulla panchina prima della riapertura delle scuole: esonero alla terza giornata, con (ri)chiamata di Paolo Vanoli, che già in cuor suo sperava di rimanere al termine della scorsa stagione.
Un dietrofront tanto importante quanto doloroso per Fabio Paratici, che nel giro di poche settimane si è già visto in parte naufragare quello che voleva essere il suo progetto di rilancio della squadra, dopo un’annata complicatissima. Vero, il rapporto con Vanoli era buono, ma l’idea di cambiare completamente filosofia di gioco, vedendo in Grosso l’allenatore giusto per la ripartenza viola, allettava di più. E l’estate da protagonista sul mercato l’ha dimostrato: arrivi da tutte le parti, dal primo all’ultimo giorno di mercato, una rosa rivoluzionata per cercare di accontentare l’allenatore. Che contento, in realtà, non era così tanto. Ed è stata questa scintilla ad aver fatto scattare l’incendio: dopo la partita contro il Torino (vinta dai granata con una bella rimonta per 2-1), il confronto tra allenatore e dirigente ha portato alla rottura.
“Non me la sento più”, avrebbe detto Grosso a Paratici. Solo, senza minimamente fare cenno a possibili dimissioni. L’allenatore lamentava la mancanza di esterni (ne sono arrivati 3, Njie, Gonçalves e Gnonto, solo negli ultimi giorni di mercato) e più in generale del fatto che la squadra che aveva in mente lui non fosse poi quella che davvero gli è stata data a disposizione. Il problema è proprio quello: perché non dimettersi? La Fiorentina su questo vuole fare leva per valutare un’azione disciplinare che potrebbe portare al licenziamento per giusta causa. Se i legali troveranno la chiave giusta, un esposto verrà fatto. Dopodiché la palla passerà ai legali (di Grosso), che avranno due giorni di tempo per poter scrivere le proprie memorie difensive e lasciare il tutto nelle sedi opportune.
In tutto questo, c’è di mezzo il campo e un Vanoli che si ritrova di nuovo ad affrontare una situazione di crisi pesantissima, con una squadra che conosce poco e giocoforza dovrà di nuovo rivoluzionare. Il modulo a 4 gli può essere congeniale, qualche giocatore (tra cui Njie, che di fatto a Torino ha lanciato lui) lo conosce e da lì vuole ripartire per far ritrovare subito la rotta giusta alla Fiorentina. Che dagli entusiasmi estivi è passata ai fantasmi di tutta una stagione. Con polemiche annesse.