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Dacia Spring, il debutto. Nuova piattaforma, 250 km di autonomia e prezzo accessibile – FOTO

La seconda generazione cresce nelle dimensioni, offre 80 cavalli e fino a 250 km di autonomia. Produzione in Slovenia e listino a partire da sotto i 20 mila euro
Dacia Spring, il debutto. Nuova piattaforma, 250 km di autonomia e prezzo accessibile – FOTO
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Con il lancio della sua seconda generazione, la Dacia Spring vuole confermare il suo buon successo commerciale: dal 2021 la vettura è stata venduta in oltre 210.000 unità, in oltre 40 Paesi. Del modello uscente resta soltanto il nome: la vettura, infatti, è stata riprogettata totalmente e ora sfrutta la nuova piattaforma RGEV small di Renault Group, che vale un incremento di 18 cm in larghezza e di 15 cm in lunghezza. La produzione si conferma interamente europea, nello stabilimento di Novo Mesto, in Slovenia.

L’evoluzione del progetto? Nasce dall’analisi dei dati d’impiego reali dei clienti della prima serie, gli stessi che utilizzano l’auto prevalentemente nei percorsi casa-lavoro, percorrendo mediamente 34 km al giorno a una velocità media di 34 km/h e ricaricando la batteria a domicilio nel 75% dei casi. Per rispondere a queste esigenze, la nuova Dacia Spring adotta un motore da 80 Cv di potenza e 175 Nm di coppia motrice, capace di portare l’auto da 0 a 100 km/h in 12,1 secondi e di spingere il veicolo fino a una velocità massima di 130 km/h. L’accumulatore LFP da 27,5 kWh di capacità assicura un’autonomia fino a 250 km nel ciclo misto Wltp. Con un peso che parte da soli 1.212 kg, la vettura vanta un consumo d’energia contenuto in 12,7 kWh/100 km, omologato nel ciclo misto Wltp.

Il caricabatterie di serie in corrente alternata da 6,6 kW consente di passare dal 15 all’80% di carica in 9 ore tramite una comune presa domestica. Sfruttando una presa potenziata, il medesimo passaggio dal 15 all’80% richiede 5 ore e 40 minuti, mentre con una Wallbox da 7 kW il tempo si riduce a 2 ore e 55 minuti. Scegliendo l’opzione di ricarica rapida, la potenza in corrente alternata sale a 11 kW e viene aggiunto l’attacco in corrente continua da 50 kW: con quest’ultimo sono sufficienti 28 minuti per passare dal 15 all’80% presso le colonnine veloci, mentre su Wallbox trifase da 11 kW o colonnine da 22 kW servono 1 ora e 55 minuti.

All’interno spicca il quadro strumenti digitale da 7”, di serie su tutta gamma. La dotazione include il freno di stazionamento elettrico e i sensori di parcheggio posteriori, affiancati dalla parking camera sulla versione Journey. L’offerta multimediale si divide tra il sistema Media Control dell’allestimento Expression – dotato di comandi al volante e integrazione display per smartphone – e il sistema Media Nav Live, di serie sull’allestimento Journey. Quest’ultimo mette a disposizione un touchscreen centrale da 10,1”, il mirroring per Apple CarPlay e Android Auto, oltre alla navigazione connessa gratuita per 8 anni con aggiornamenti sul traffico, mappe europee e servizi da remoto come il precondizionamento dell’abitacolo e la programmazione delle ricariche.

A fronte di dimensioni esterne contenute in 3,85 metri di lunghezza e 1,74 metri di larghezza (esclusi gli specchietti), l’abitacolo, promette Dacia, risulta tra i più ampi delle elettriche del segmento A. Il bagagliaio offre una capienza fino a 337 litri, frazionabili con un pianale amovibile in due parti indipendenti; abbattendo la panchetta posteriore (con modularità 50/50), la capacità di carico totale sfiora i 1.283 litri. Veniamo infine al listino: tutta la gamma si posiziona sotto i 20 mila euro, con l’allestimento Expression proposto a partire da 17.900 euro e la versione Journey offerta a 19.500 euro.

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