Lexus ES, la prova de Il Fatto.it – L’ammiraglia che guarda alla luna – FOTO
C’è qualcosa di molto giapponese nell’idea di presentare un’auto parlando della luna. In autunno, da quelle parti, si celebra l’Otsukimi, la tradizione di fermarsi a contemplarla quando è piena e apprezzarne la bellezza. Lexus racconta di essere partita anche da qui per disegnare la nuova ES. Ma una volta esaurite le suggestioni, arriva anche il momento mettersi al volante.
L’ottava generazione della berlina giapponese extra large cambia parecchio, a cominciare dalle dimensioni: ora è lunga 5,14 metri e il passo arriva a 2,95 metri (+8 cm rispetto al passato). Cresce, nondimeno, anche la scelta: accanto alla ES 300h full hybrid, infatti, ci sono per la prima volta due elettriche, ES 350e ed ES 500e, in virtù di una piattaforma pensata per supportare entrambe le opzioni.
Quasi superfluo dire che questa scelta cambia parecchio quello che c’è sotto la carrozzeria, più utile è spiegare che questo è ben lungi dallo stravolgere il carattere della ES, che continua a non voler sembrare una sportiva. E neppure a fingere di esserlo. Rispetto al passato, però, sterzo e assetto restituiscono maggiore precisione, con gli oltre cinque metri di automobile che si lasciano condurre con una naturalezza sorprendente. È soprattutto nei lunghi trasferimenti che emergono le qualità migliori, con il silenzio a bordo e la capacità delle sospensioni di filtrare le irregolarità che finiscono presto per dettare il ritmo del viaggio.
Per chi non vuole rinunciare al pieno di benzina c’è la 300h, equipaggiata con la sesta generazione del sistema full hybrid Lexus. Il 2.5 quattro cilindri lavora insieme all’elettrico per una potenza complessiva di 196 cavalli: nella gamma destinata all’Italia è abbinato alla trazione integrale E-Four. Fluidità e regolarità sono accompagnate da consumi dichiarati compresi fra 4,9 e 5,4 l/100 km, che si sono dimostrati attendibili durante la nostra prova. Solo quando si pesta forte sull’acceleratore il quattro cilindri sale di tono, incrinando un po’ quell’atmosfera ovattata che la ES riesce a costruire nel resto del tempo.
Un’atmosfera alla quale la propulsione elettrica sembra calzare ancora meglio. Sulla 350e ci sono 224 CV, la trazione anteriore e un’autonomia (nel ciclo WLTP) che può raggiungere 581 km, mentre la 500e porta la potenza a 343 CV, adotta la trazione integrale DIRECT4 e promette fino a 529 km. Ma i 5,5 secondi necessari a quest’ultima per passare da 0 a 100 km/h non ingannino, perché seppur scarichi a terra molta potenza la ES continua a privilegiare la risposta progressiva tipica di un viaggio in relax. Per entrambe la ricarica in corrente continua arriva a 150 kW, con il passaggio dal 10 all’80% dichiarato in 30 minuti.
Se davanti si apprezzano il nuovo sistema multimediale, il display centrale da 14 pollici e gli Hidden Switch (comandi touch che si illuminano quando servono e tornano quasi invisibili quando non vengono utilizzati) è accomodandosi dietro che si comprende meglio la definizione di “salotto su ruote” scelta durante la presentazione alla stampa. Lo spazio abbonda e, sulle versioni più ricche, i passeggeri possono contare anche su sedili posteriori reclinabili e massaggianti.
Capitolo prezzi. Sul mercato italiano la 300h AWD parte da 62.700 euro in allestimento Executive e arriva a 66.900 euro con il Luxury. Per quanto riguarda le versioni 100% elettriche, si parte dai 67.600 euro della 350e Executive, mentre la Luxury ne costa 78.400. La 500e Executive AWD sale invece a a 72.700 euro. Più bassi i prezzi previsti al lancio e validi fino al 31 dicembre: da 56.900 euro per la 300h, 54.900 per la 350e e 59.900 euro per la 500e.
A completare il salto generazionale c’è poi tutta la parte digitale con Lexus Connect, aggiornamenti over the air e una nuova app dalla quale gestire a distanza diverse funzioni. Cresce anche la dotazione dei sistemi di assistenza alla guida, mentre per l’impianto audio si può arrivare alle soluzioni premium firmate Mark Levinson. Dettagli che raccontano quanto sia cambiato il concetto stesso di ammiraglia: non basta più viaggiare bene, bisogna portarsi dietro una piccola appendice del proprio mondo digitale. La ES lo fa senza trasformare l’abitacolo in una sala comandi. Per fortuna.