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Iran: “Ci aspettiamo per oggi una risposta degli Usa su Hormuz”. Il petrolio apre in rialzo: +2%

Il segretario di Stato Marco Rubio: "Teheran è esausta, la sua economia è nel caos e si avvia rapidamente verso la bancarotta"
Iran: “Ci aspettiamo per oggi una risposta degli Usa su Hormuz”. Il petrolio apre in rialzo: +2%
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Con il prezzo del petrolio che parte in deciso rialzo sui mercati che temono l’ennesimo stallo delle trattative fra Usa e Iran – il greggio Wti del Texas cresce dell’1,88% a 94,3 dollari al barile e il Brent avanza del 2% a 107 dollari -, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di attendersi per oggi una risposta ufficiale dagli Stati Uniti alla proposta di Teheran sull’apertura dello Stretto di Hormuz.

I mediatori qatarioti “hanno presentato delle idee e noi le abbiamo discusse. Devono sottoporre nuovamente la questione alla parte Usa, dopodiché la risposta finale degli Stati Uniti ci verrà trasmessa tramite il mediatore qatariota”, ha affermato il capo della diplomazia. “I qatarioti sperano che ciò avvenga entro domani (martedì, ora locale)” ha detto Araghchi, che si trova a New York.

“Nego fermamente che l’Iran abbia alcuna flessibilità” rispetto all’accordo sul nucleare, e “al momento l’unica questione sul tavolo è lo stretto di Hormuz”, ha aggiunto Araghchi, parlando con la stampa del suo paese. Affermazioni diverse da queste, per il ministro, fanno parte di “una campagna di propaganda che è iniziata qualche ora fa su alcuni media che affermavano e attribuivano affermazioni all’Iran”.

Lo stallo sta causando danni economici sia agli Stati Uniti che all’Iran: Washington a causa degli alti prezzi del petrolio dovuti agli attacchi iraniani alle navi nello Stretto, e Teheran a causa del blocco navale e del numero crescente di sanzioni statunitensi che ne ostacolano le vendite di greggio. L’ultima proposta di Teheran ha cercato nuovamente di porre fine ai combattimenti su tutti i fronti, compreso il Libano. Tuttavia nelle ultime settimane è emerso un nuovo fronte, poiché i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran nello Yemen si sono ora appostati su un’altra via navigabile cruciale, lo Stretto di Bab el-Mandeb all’imbocco meridionale del Mar Rosso minacciando di chiuderlo, il che ha esercitato un’ulteriore pressione sui mercati energetici globali.

Lo Streetto di Hormuz è aperto fatta eccezione per il petrolio iraniano, ha detto nella notte italiana il segretario di Stato Marco Rubio in un’intervista a Fox, sottolineando che se l’Iran avesse l’arma nucleare la userebbe. “L’Iran è un paese con grande potenziale”, ora è “esausto” dal blocco americano, ha aggiunto. L’economia iraniana è nel “caos e si avvia rapidamente verso la bancarotta“.

All’Iran “non ho offerto nulla”. Lo ha detto nelle stesse ore Donald Trump smentendo le indiscrezioni riportate da Axios. L’agenzia “ha appena pubblicato la notizia secondo cui Trump avrebbe offerto all’Iran un allentamento delle sanzioni e lo sblocco di fondi congelati. Non è vero. Non ho offerto nulla. La notizia di Axios, come la maggior parte delle altre, è una bufala, diffusa solo per soddisfare la loro sindrome da ossessione patologica per Trump”, afferma il presidente.

Intanto l’agenzia iraniana Irna ha riferito che è stata udita un’esplosione sull’isola di Qeshm, nel sud dell’Iran. Secondo quanto riferito, il rumore proveniva dal mare.

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