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Ricomincia la Champions League dal montepremi d’oro: sette favorite, le italiane rischiano (di nuovo) di fare da comparsa

L’Inter vuole arrivare lontano, il Napoli già in ritardo in Serie A, la Roma partita a razzo, il Como all’esordio assoluto in Europa: l'analisi della nuova edizione della massima competizione europea
Ricomincia la Champions League dal montepremi d’oro: sette favorite, le italiane rischiano (di nuovo) di fare da comparsa
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Cinquantuno giorni dopo la finale mondiale SpagnaArgentina, in un contesto di contrapposizione tra Fifa e Uefa, parte la terza edizione della Champions League modello nuovo corso, classifica unica e 36 squadre: il torneo per club più importante del pianeta è la risposta europea ai progetti autoritari in salsa maga di Gianni Infantino. Si riparte dal Psg campione partito malissimo in Francia (2 punti in tre match), dalle aspirazioni dell’Arsenal re d’Inghilterra, dal Real Madrid del Mourinho-bis, dalla corazzata Bayern, dal Barcellona a punteggio pieno nella Liga, dal ritorno del Porto dopo due stagioni di assenza e con Francesco Farioli al debutto nella competizione per club più affascinante. E poi l’Italia: l’Inter che vuole arrivare lontano, il Napoli già in ritardo in Serie A, la Roma partita a razzo, il Como all’esordio assoluto in Europa.

Questa Champions non può ignorare quanto accaduto nella lunga estate del calcio. Il mondiale delle pesanti ingerenze trumpiane, dell’assolutismo senza confini di Infantino, del diluvio pubblicitario mascherato con le pause rinfrescanti e della lunga scia di polemiche ha lasciato il segno. Alcune confederazioni, fiutando il vento, hanno voltato le spalle alla Fifa: il mondo del calcio è da sempre un esercito di opportunisti e voltagabbana. Infantino ha superato la linea rossa con il tentativo di vendere una quota della Coppa del Mondo e con la posizione di assoluta sudditanza nei confronti del presidente statunitense, ma, superata la fase calda delle polemiche, ha annunciato che si ricandiderà per le elezioni di marzo 2027 a Rabat, in Marocco. L’Uefa è la nemica numero uno dell’avvocato italo-svizzero, ma non c’è da esaltarsi: anche a Nyon si guarda agli affari e alle posizioni di dominio. Tra Fifa e Uefa la guerra in corso non ha nulla di etico: è una battaglia di denaro e di potere.

Il montepremi della Champions per le 36 partecipanti, in rappresentanza di 16 nazioni, è di assoluto rispetto: 43 milioni di euro per l’accesso diretto alla manifestazione, premio-vittoria nella prima fase di 2,1 mln e di 700mila per il pareggio, bonus qualificazione agli ottavi di 2 mln per i classificati dal primo all’ottavo posto e di 1 mln per quelli dal nono al ventiquattresimo, 12,5 mln per l’accesso ai quarti, 15 mln per le semifinaliste, 27 mln per chi solleverà il trofeo. Un diluvio di denaro, ma inferiore, per dire, agli introiti delle squadre promosse dalla Championship nel mondo dorato della Premier League. Già, la vecchia Inghilterra, dove il mercato estivo ha superato quota 4,1 miliardi di euro per volume di affari.

Tra le italiane, l’Inter scudettata ha le migliori chance di partenza, ma incontrare subito il Real di Mou non è il massimo della vita: l’assenza di Dimarco, restato a Milano a curare il ginocchio, è un handicap importante. La Roma può contare sul felice rapporto GasperiniEuropa. Il ritorno in Champions dopo sette anni di assenza sarà celebrato sul campo del Fenerbahce dell’ex Lukaku e del “colpo” mancato Greenwood: un battesimo di fuoco. Il Como ha risorse importanti, una rosa giovane e forte, entusiasmo e uno stadio ristrutturato a tempo di record: contro il Lipsia sarà una festa. Il Napoli non può piangersi addosso dopo i ko in campionato: lo sbarco dell’Arsenal al Maradona impone una reazione immediata.

Psg, Arsenal, Barcellona, Manchester City, Bayern Monaco, Real Madrid, Inter: sono le sette favorite per sollevare il trofeo nella finale in programma il 5 giugno 2027 allo stadio Metropolitano di Madrid. Borussia Dortmund, Liverpool, Atletico Madrid, Porto, Sporting Lisbona, Manchester United, Roma, Como e Napoli cercheranno di arrivare il più lontano possibile. Bodo Glimt e Viking ribadiscono le aspirazioni del calcio norvegese, mentre Fenerbahce e Galatasaray rispecchiano le aspettative di una Turchia travolta dall’euforia dell’organizzazione dell’euro 2032, in tandem con l’Italia. Dal Portogallo all’Azerbaigian, rappresentato dal Sabah, 5.000 km e tre fusi orari. Il fascino della Champions è anche in questi contrasti.

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