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“Poteva essere salvato”, la perizia sul 14enne morto di tumore dopo le “cure” secondo il metodo Hamer

Secondo la perizia della Corte d'Assise, il "metodo Hamer" utilizzato per curare il ragazzo ha aggravato la situazione. I genitori sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale del figlio
“Poteva essere salvato”, la perizia sul 14enne morto di tumore dopo le “cure” secondo il metodo Hamer
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Sarebbe ancora vivo il 14enne vicentino malato di cancro, morto nel gennaio 2024 perché i genitori hanno preferito la pseudoscienza alla medicina. I genitori si erano infatti affidati al metodo Hamer, che si basa sul presupposto, totalmente falso e completamente antiscientifico, che il tumore sia il frutto di un conflitto psichico. Un trattamento che prende il nome dal suo inventore che ha già portato a diversi lutti. Nella relazione della perizia, per la quale erano stati incaricati dalla Corte d’Assise di Vicenza i periti Antonello Cirnelli e Franca Fagioli, viene specificato il motivo per cui i genitori sono imputati per omicidio volontario del figlio con dolo eventuale.

I farmaci utilizzati per curare Francesco Gianello, in osservanza del metodo Hamer, potrebbero essere stati neurotossici, causando danni al sistema nervoso centrale o periferico. Tra questi c’è l’Artemisia, una pianta che, se usata in dosi elevate, può danneggiare il sistema nervoso e la sua efficacia contro il cancro è priva di ogni fondamento scientifico. La tesi portata avanti dalla difesa, che sosteneva la mancanza di nesso di causa tra le scelte dei genitori e il decesso del figlio, viene quindi confutata; si attende in ogni caso l’udienza di discussione prevista il prossimo 16 settembre. I primi sintomi di Francesco Gianello erano comparsi nel dicembre del 2022 e da allora, l’osteosarcoma di alto grado – variante osteoblastica secondo la Classificazione dell’Oms del 2020 – ha mostrato una rapida progressione.

Nel marzo 2023 il tumore era ancora localizzato, operabile e non metastatico. Il ritardo di diagnosi e trattamento ha peggiorato le condizioni cliniche del ragazzo, affetto da malattia polmonare metastatica e localmente avanzata. Secondo quanto emerge dalla relazione, le chance di sopravvivenza a 5 anni si sono ridotte dal 74,8% al 45%. La terapia corretta dell’osteosarcoma avrebbe richiesto una biopsia, l’immediata “stadiazione” – definizione dello stadio del tumore -, chirurgia radicale e chemioterapia. Il ritardo diagnostico-terapeutico di 45 giorni ha invece causato la progressione locale e polmonare della malattia, con la compromissione delle possibilità di trattamento chirurgico, e la riduzione delle possibilità di controllo della malattia.

La controversa e pericolosa figura di Ryke Geerd Hamer, il fondatore della ‘Nuova Medicina Germanica, poi morto nel luglio del 2017. ha fatto diverse vittime. Lo scorso giugno era morta a i Rita Benini per un cancro non curato, madre di figlia Eleonora Bottaro, morta a 18 anni, perché i genitori la convinsero che la chemioterapia era nociva. La Cassazione aveva confermato la condanna a due anni, per omicidio colposo, dei genitori deceduta per leucemia nell’agosto 2016 dopo essersi opposta alla chemioterapia prescritta dai medici. Anche in quel caso la patologia poteva essere trattata e curata.

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