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Deportazione, apartheid e fake sui coltelli siriani: ecco Herr Siegmund, il “venditore di profumo” di AfD che vuole prendersi la Sassonia-Anhalt

Per il voto di domenica il candidato di Alternative für Deutschland accreditato del 40% dei consensi. La regione è una delle più povere della Germania e il tasso di immigrazione è tra i più bassi. Nonostante questo il suo motto "espellere, espellere, espellere" fa presa. Il revisionismo e la "nuova patria". Ma l'incastro delle coalizioni gli dà poche chance di diventare presidente
Deportazione, apartheid e fake sui coltelli siriani: ecco Herr Siegmund, il “venditore di profumo” di AfD che vuole prendersi la Sassonia-Anhalt
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AfD ha già vinto, resta solo da stabilire con che margine. Domenica si vota in Sassonia-Anhalt, uno dei Lander meno popolosi e più poveri della Germania. Tutti i sondaggi, da settimane, danno Alternative für Deutschland sopra il 40%. Sarebbe il risultato più alto di sempre per l’estrema destra tedesca. Raddoppierebbe i voti rispetto alle regionali del 2021. Secondo partito, a 20 punti di distanza: la Cdu. “Alles ist möglich“, tutto è possibile, è il motto della campagna elettorale di Ulrich Siegmund. 35 anni, ex venditore di profumi, biondo, comunicatore bravissimo. Trovare una sua foto, e i social ne sono inondati, in cui non sorride è un’impresa ardua.

Usa una retorica che si può racchiudere tutta in un suo recente intervento, in un numero. Il 2 settembre c’è stato un confronto con il candidato dei cristiano democratici, Sven Schulze. “In Sassonia-Anhalt il 30% dei reati con coltello è commesso da persone di origine siriana” affonda Siegmund per spiegare la sua politica migratoria “espellere, espellere, espellere”. Volksstimme, il giornale che ha organizzato il dibattito, ha fatto un controllo sul dato e lo ha bollato falso: la percentuale esiste, ma per un altro campione. Secondo il ministero dell’Interno del Land il 60% dei sospettati per attacchi con il coltello sono tedeschi. Del restante 40 sono siriani il 30%. Quindi il numero reale è ben diverso: il 13% dei sospettati sono siriani. Siegmund è questo. In un anno ha costruito una campagna elettorale di sondaggi sempre in salita. Mai un’invenzione pura, sempre un frammento di verità distorto, ma che resta credibile e che parla al suo popolo. E il tema che cavalca con più maestria è certamente l’immigrazione.

Il suo programma elettorale, approvato dall’assemblea del partito ad aprile, è lungo 154 pagine. Il capitolo più corposo è quello sulla migrazione, di cui 15 pagine sono dedicate solo alla “remigrazione”. Espulsioni e blocco degli arrivi come “strumenti centrali per la creazione di una società culturalmente omogenea”. Si potrebbe pensare che il tema sia essenziale in Sassonia-Anhalt, ma il Land, con circa il 10% della popolazione di background migratorio, è una delle regioni con la minore presenza di stranieri di tutta la Germania. Nel programma si legge che AfD, se ottenesse il controllo del parlamento regionale, creerebbe 300 posti di detenzione per chi deve essere deportato. Il programma propone inoltre prestazioni in natura al posto del denaro e l’obbligo di lavorare per i richiedenti asilo. C’è poi il censimento dei beni dei rifugiati, e l’introduzione di braccialetti elettronici e arresti domiciliari, non per i reati commessi, ma solo per lo status di richiedenti asilo. Il partito, inoltre, pianifica per gli ucraini la fine della protezione temporanea umanitaria e quindi dei sussidi che ricevono, promuovendo anche incentivi al rientro.

Diverse di queste proposte, non solo vanno contro le leggi federali, ma alcune associazioni per i diritti umani ritengono che contengono principi incostituzionali. Il problema più grande, e che ritorna come un mantra a ogni analisi del programma, è la copertura finanziaria per queste politiche. La regione ha già un buco da 2.2 miliardi di euro. La Sassonia-Anhalt ha il Pil pro capite più basso di tutta la Germania, 36.517 euro, contro gli 84.486 di Amburgo. Ha perso un quarto della popolazione dalla riunificazione delle due Germania, nessun altro Land tedesco si è ridotto in modo paragonabile. I conti pubblici della Sassonia-Anhalt non permettono altre spese. Sicuramente non i fondi necessari per finanziare un assegno alla nascita di 2.000 euro per i primi due figli e 4.000 per i successivi, oltre a un Familiengeld mensile. Questo sarebbe un assegno familiare, ulteriore a quello federale: da 50 euro al mese per il primo figlio, 150 per il secondo, 250 euro al mese per ogni figlio successivo. Secondo i calcoli dell’IWH, istituto di ricerca finanziaria di riferimento per l’area, servono quasi 500 milioni di euro solo per questi due strumenti da destinare alle famiglie. Nel programma è scritto nero su bianco, gli aiuti sarebbero solo per i tedeschi.

Le promesse di Siegmund si basano su un piano economico che punta tutto sull’energia a basso costo: carbone, il ritorno al nucleare e al gas russo a basso costo. Quest’ultimo punto si può ottenere, secondo AfD, riducendo le sanzioni a Mosca, che però sono decretate dalla Cancelleria federale.

Nelle oltre 150 pagine che guidano la campagna elettorale il punto più controverso e che fa più paura, perché il più facilmente attuabile, è la riforma scolastica. Il liceo potrà essere frequentato da un massimo del 25% di una generazione, il resto in scuole professionali. Classi separate per i figli dei rifugiati. Si pianifica anche la fine dell’inclusione scolastica dei bambini con disabilità, per loro verrà reintrodotta l’istruzione a domicilio. Nelle scuole dovrebbe esserci ogni mattina il saluto alla bandiera e l’inno nazionale. L’istruzione è uno degli ambiti in cui i Lander hanno più autonomia rispetto allo Stato federale. A guidare il progetto di riforma dell’educazione ci sarebbe Hans-Thomas Tillschneider, il candidato il pectore dell’AfD per il ministero. “Più Bismarck, meno Hitler” è lo slogan del portavoce dell’AfD sassone per l’istruzione. Vuole porre “un chiaro accento sulla nascita e la storia di successo” e introdurre una nuova materia scolastica: Heimatkunde, educazione alla patria. Meno fondi per i viaggi d’istruzione ai memoriali dei campi di concentramento e tagli ai programmi contro la radicalizzazione. Deputato dal 2016, Tillschneider da sei anni è sotto sorveglianza del servizio di tutela della Costituzione. Condivide, con l’ala più estrema del partito, il concetto chiave di Nationalmasochismus, masochismo nazionale: sostiene che la Germania soffre di un “disturbo d’identità” dovuto a questo presunto autolesionismo collettivo. Accanto a lui, in questo revisionismo del nazionalsocialismo, ci sono Björn Höcke, leader dell’AfD in Turingia, e Alexander Gauland, presidente onorario federale del partito. Quest’ultimo ha definito il nazismo un “escremento di uccello in oltre mille anni di storia tedesca di successo”.

Per gli osservatori il programma scritto per la Sassonia-Anhalt è il libro bianco per una futura cancelleria di AfD. Il rischio per Siegmund è però di non poter attuarne nemmeno un punto. Nonostante la netta vittoria che otterrà domenica ha poche, pochissime, possibilità di avere la maggioranza assoluta. E non ci sono combinazioni di possibili coalizioni che lo vedano diventare il primo presidente di un Land dell’estrema destra.

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