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La lista degli errori woke: stiamo trasformando una spiegazione parziale in teoria generale?

NON C'E' DI CHE - Gli articoli possono dichiarare di voler liberare la sinistra dall'ideologia, ma poi costruiscono una nuova dicotomia
La lista degli errori woke: stiamo trasformando una spiegazione parziale in teoria generale?
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Non avendo un cazzo da fare, in vacanza mi sono letto tutti gli articoli sul woke pubblicati dai giornali. Ne ho ricavato una pratica panoplia degli errori concettuali che sarebbe meglio evitare quando si affronta un tema così complesso. Buona lettura a tutti.

D. Stiamo trasformando dimensioni complementari o conflittuali in alternative assolute?

19. Errore di contaminazione. Il Pride sponsorizzato da una multinazionale non dimostra che i diritti LGBTQ+ siano neoliberisti. Una banca che finanzia una campagna antirazzista non rende l’antirazzismo una politica bancaria. Il capitalismo può appropriarsi e commercializzare ecologia, femminismo, inclusione, diversità e persino ribellione. La mercificazione di una domanda sociale non ne cancella il contenuto politico originario. Errore: confondere l’appropriazione capitalistica di una causa con la causa stessa, oppure trasferire sulla causa le caratteristiche del soggetto che se ne appropria.

20. Errore di sostituzione del programma con il simbolo. Il dibattito può finire concentrato sulla domanda: woke sì / woke no. Ma una coalizione di governo deve dare risposte su fiscalità, salari, welfare, sanità, scuola, casa, immigrazione, energia, politica estera, istituzioni, sicurezza. Il termine “woke” rischia così di diventare un gigantesco sostituto della discussione programmatica. Una categoria culturale finisce per occupare lo spazio che dovrebbe essere dedicato all’analisi delle politiche concrete. Errore: sostituire la valutazione di programmi e politiche con il giudizio su un simbolo o un’etichetta identitaria.

E. Stiamo trasformando una spiegazione parziale in una teoria generale?

21. Errore di etichettatura. Definire il woke una “religione morale” è una metafora polemica, non un’analisi del fenomeno. Andrebbe specificato in che senso il woke ha caratteristiche di una religione: credenze normative, ortodossia, eresie, rituali, autorità, meccanismi di sanzione. In assenza di questa dimostrazione, “religione morale” indica solo un insieme eterogeneo di convinzioni che l’autore biasima, presentandole come un sistema (è una tattica di reificazione, vedi n. 3). Errore: utilizzare una metafora polemica come se fosse una categoria analitica già dimostrata.

22. Errore di attribuzione causale. Se la sinistra ha abbandonato il conflitto economico, occorre chiedersi chi lo ha abbandonato. Sono stati i movimenti femministi? Le associazioni LGBTQ+? I movimenti antirazzisti? Oppure i partiti di centrosinistra che hanno accettato la liberalizzazione del lavoro, il predominio della finanza sulla politica, le privatizzazioni e i vincoli di mercato? Il secondo fenomeno non può essere dimostrato solo indicando il primo. Il fatto che una causa progressista venga utilizzata da un partito o da un’impresa non dimostra che quella causa abbia prodotto le trasformazioni economiche compiute da quei soggetti. Errore: attribuire ai movimenti culturali responsabilità per scelte compiute da partiti, classi dirigenti o istituzioni senza dimostrare il rapporto causale.

23. Errore di psicologizzazione del soggetto politico. Si attribuiscono a un soggetto collettivo stati psicologici come se costituissero una spiegazione politica: “La sinistra vive l’eterno riflesso pavloviano”. Il problema non è usare metafore psicologiche in un articolo d’opinione. Il problema è utilizzare una metafora come spiegazione causale. Dire che la sinistra è “insicura” non spiega perché alcuni partiti abbiano adottato determinate strategie. Per farlo bisognerebbe analizzare incentivi elettorali, trasformazioni organizzative, leadership, composizione sociale dell’elettorato, media, istituzioni, &c. La psicologizzazione inoltre crea un soggetto collettivo omogeneo: la sinistra pensa, si sente, si convince, si pente, si boicotta (altra tattica di reificazione, vedi n. 3). Errore: sostituire la spiegazione di comportamenti politici con l’attribuzione di uno stato psicologico collettivo.

24. Errore di spiegazione monocausale della crisi della sinistra. La crisi della sinistra occidentale ha molte cause: deindustrializzazione, globalizzazione, trasformazione della struttura occupazionale, declino sindacale, predominio della finanza, precarizzazione, trasformazione demografica, crisi dei partiti di massa, perdita dei luoghi tradizionali di socializzazione politica, trasformazione dei media. Dire “la sinistra ha perso i lavoratori perché è diventata woke” è una semplificazione monocausale. Anche se fosse vero che alcuni partiti di sinistra hanno utilizzato questioni identitarie per coprire l’abbandono della politica economica, ne seguirebbe che la sinistra ha usato male alcune battaglie, non che quelle battaglie sono il problema. Errore: trasformare un eventuale errore strategico della sinistra nell’identificazione della causa della sua crisi, attribuendo a una costellazione di battaglie culturali responsabilità per trasformazioni politiche, economiche e sociali più vaste.

25. Errore di sostituzione di un’ideologia con un’altra. Gli articoli possono dichiarare di voler liberare la sinistra dall’ideologia, ma poi costruiscono una nuova dicotomia: woke = identità, linguaggio, minoranze vs. vero progressismo = salari, classe, economia, produzione. Anche questa è un’ideologia interpretativa: la realtà sociale viene di nuovo ordinata attraverso un unico filtro. Il filtro può essere sbagliato e può riprodurre la stessa semplificazione che pretende di combattere. Errore: sostituire una visione unilaterale della politica con un’altra visione unilaterale, presentandola come superamento dell’ideologia. (3. Continua)

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