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In Montenegro centinaia di ettari di foreste ed ecosistemi intatti senza protezione. EuroNatur: “Fermare il disastro”

Strade forestali e abbattimenti minacciano l’area. EuroNatur ha mappato centinaia di ettari di foreste vetuste: “Zeletin merita subito lo status di Parco Nazionale”
In Montenegro centinaia di ettari di foreste ed ecosistemi intatti senza protezione. EuroNatur: “Fermare il disastro”
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Zeletin, l’altopiano boscoso nel centro-nord del Montenegro, non lontano dal Parco Nazionale di Biogradska Gora, è un luogo quasi unico. Nel quale, oltre a centinaia di ettari di cosiddette foreste vetuste, ci sono alcune foreste primarie nascoste. Si tratta di ecosistemi naturali intatti, mai alterati dall’uomo, sviluppato per secoli senza tagli, né ripiantumazioni. Gli alberi nascono, crescono e cadono. Marciscono. Le cavità dei tronchi più antichi diventano habitat per insetti, uccelli, funghi e piccoli mammiferi. Peccato che Zeletin non compaia su nessuna mappa ufficiale delle foreste protette. Non ha uno statuto e neppure un perimetro legale.

In attesa che il Montenegro entri nell’Unione europea, le regole di salvaguardia ambientale sono quelle che sono. Così è a rischio la sopravvivenza di un habitat naturale rarissimo in Europa. Le foreste primarie sono stimate in un più che modesto 2% dell’estensione originaria, concentrata perlopiù nei Balcani occidentali. “Zeletin possiede una qualità e una bellezza talmente eccezionali da meritare immediatamente lo status di Parco Nazionale”. Intervistato da ilfattoquotidiano.it, non ha dubbi Siegmund Missall, responsabile del programma foreste di EuroNatur, la fondazione internazionale no-profit fondata in Germania nel 1987, che si occupa della conservazione e della tutela del patrimonio naturale europeo.

Perché Zeletin è così importante? Perché è necessaria la sua tutela?
Molte delle specie animali e vegetali che popolano le foreste primarie e vetuste sono diventate estremamente rare. Solo per fare un esempio, a Zeletin abbiamo trovato numerose tracce di gallo cedrone, una specie rigorosamente protetta. Per chiunque ami la natura, è assolutamente fondamentale che queste foreste superstiti ed estremamente rare vengano rigorosamente tutelate. E lo stesso vale per Zeletin. La protezione delle ultime foreste primarie e vetuste rimaste, così come delle specie minacciate che le abitano, non è solo una questione di buon senso, ma anche un requisito previsto dalle leggi e dalle strategie dell’UE.

Quali rischi la minacciano?
La minaccia maggiore per Zeletin, ma anche per altre foreste primarie e vetuste al di fuori delle aree protette, è la gestione forestale. Una gestione forestale ordinaria e banale. La costruzione di nuove strade forestali, l’accesso ai veicoli a motore e il successivo abbattimento dei grandi alberi ritenuti idonei al taglio interrompono il ciclo naturale. Essi non possono più trasformarsi in imponenti alberi-habitat, né in legno morto. Di conseguenza, le specie specializzate si estinguono e l’intera area si trasforma in una banale foresta produttiva. A Zeletin questo processo è già in atto. È stata concessa a un’impresa di disboscamento l’autorizzazione a operare in un determinato settore della catena montuosa. È stata realizzata un’ampia strada forestale in una valle montana un tempo intatta e molti dei grandi abeti rossi lungo la strada sono già stati abbattuti. È urgente arrestare l’espansione di questo disastro.

Esistono strumenti legislativi per la sua tutela, sia a livello europeo, sia a livello nazionale?
Sia la Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 che la Strategia forestale dell’UE per il 2030 richiedono una protezione rigorosa di tutte le foreste primarie e vetuste entro il 2030. Tuttavia, trattandosi di semplici strategie, non sono vincolanti e la maggior parte degli Stati membri, inclusi Italia e Germania, sta ritardandone l’attuazione in modo tale da compromettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati. La recente proposta del Montenegro di istituire una rete Natura 2000 rappresenta un enorme passo avanti. Il Paese ha posto sotto tutela il 51% del proprio territorio, comprese molte aree che in precedenza non godevano di alcuno status di protezione, come il massiccio montuoso dello Zeletin! Tuttavia, la proposta in sé è, per il momento, soltanto un atto amministrativo che non modifica nulla. Nessuna concessione di taglio è stata ancora revocata. Solo quando saranno stati redatti e attuati i futuri piani di gestione per le aree Natura 2000 potremo valutare la reale serietà del governo. Le direttive UE “Habitat” e “Uccelli”, con le relative aree Natura 2000, impongono che determinati tipi di ecosistemi – incluse alcune tipologie di foreste – non subiscano degrado.

Il progetto “Forests Beyond Borders”, da lei coordinato, ha recentemente riunito a Zeletin esperti e ricercatori provenienti da diversi Paesi. Quali attività sono state svolte e quali risultati sono stati raggiunti?
Il progetto mira a individuare e sottoporre a protezione rigorosa tutte le foreste primarie e vetuste della catena montuosa delle Dinaridi, coinvolgendo cinque ONG partner di altrettanti Paesi della regione e un partner scientifico. Il team montenegrino ha avviato la mappatura del massiccio di Zeletin. In pochi giorni, il gruppo è riuscito a confermare l’esistenza di diverse centinaia di ettari di foreste vetuste di straordinaria bellezza.

Passando a un contesto più ampio, vorrei chiederle – in qualità di responsabile del Programma di conservazione delle foreste presso EuroNatur – se le politiche europee siano realmente orientate alla salvaguardia delle foreste e se ne stiano affrontando efficacemente la tutela.
A livello Ue esiste solo una “Politica Agricola Comune”, ma manca una “Politica Forestale Comune”. Ciò significa che l’Unione non stanzia fondi specifici, né può regolamentare attivamente la gestione delle foreste degli Stati membri. Di conseguenza, spetta agli Stati membri assumersi la responsabilità dei propri preziosi ecosistemi forestali. Che le foreste primarie costituiscano una sorta di ancora di salvezza per il Pianeta è evidente. Ai molti, ma ancora non a tutti. Sfortunatamente.

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