Cytotron, il trattamento sperimentale tentato dalla famiglia di Pietralata: terapia per la paralisi cerebrale mai validata
Il nome è Cytotron e attorno a questa tecnologia si è sviluppata una rete internazionale di famiglie disposte a sostenere costi molto elevati nella speranza di migliorare le condizioni di bambini affetti da paralisi cerebrale e altre patologie neurologiche. Il centro che la propone in Messico è NeuroCytonix, a Monterrey, fondato e diretto da José Roberto Trujillo. È lì che sono arrivati anche Luca Abbasciano e Valentina Pambianco per sottoporre la figlia Bianca, gravemente disabile, a un trattamento sperimentale. Secondo la descrizione di NeuroCytonix, il protocollo utilizza radiofrequenze a basso spettro e campi elettromagnetici con l’obiettivo di stimolare i processi di riparazione del tessuto nervoso e favorire la neurogenesi. La tecnologia è stata sviluppata dal ricercatore indiano Rajah V. Kumar, con cui Trujillo ha successivamente collaborato. Trujillo, interpellato da alcuni quotidiani italiani, ha dichiarato: “Ho saputo tramite la mia interprete della tragedia che ha colpito la famiglia di Roma. Mi ricordo della bambina e dei suoi genitori. Sono profondamente addolorato. Se avessi saputo dei loro problemi economici avremmo trovato insieme un modo per affrontare i costi della terapia”.
Il nodo è la validazione scientifica. NeuroCytonix sostiene di aver condotto in Messico uno studio clinico randomizzato e controllato, avviato nel 2019 e concluso nel 2023, affermando che i pazienti trattati avrebbero mostrato miglioramenti statisticamente significativi rispetto al placebo. I risultati, tuttavia, non sono ancora disponibili in una pubblicazione scientifica sottoposta a revisione tra pari. L’esistenza di uno studio clinico e l’affermazione di averne ottenuto risultati positivi non equivalgono quindi alla dimostrazione dell’efficacia del trattamento. Lo stesso Trujillo sostiene che i manoscritti siano in preparazione e che siano in corso ulteriori passaggi regolatori. NeuroCytonix afferma inoltre che l’autorità messicana Cofepris abbia riconosciuto i risultati della sperimentazione e approvato il protocollo in Messico. Questo non equivale a un’approvazione internazionale del Cytotron come terapia efficace per la paralisi cerebrale.
La distinzione è particolarmente importante perché il trattamento si rivolge a famiglie alle prese con diagnosi gravi e prive di una terapia capace di riparare il danno cerebrale alla base della paralisi cerebrale. Blog, pagine social e raccolte fondi raccontano i viaggi di bambini e genitori diretti a Monterrey, spesso attraverso testimonianze di presunti miglioramenti. Ma una testimonianza individuale non può sostituire una prova scientifica. Un miglioramento osservato dopo un trattamento non consente, da solo, di stabilire che sia stato provocato dalla terapia. Per questo servono studi adeguati, risultati verificabili e valutazioni indipendenti.
A rendere più noto il Cytotron ha contribuito anche Lucca’s World, film messicano diventato nel 2025 un successo internazionale su Netflix, che racconta il viaggio di una madre con il figlio affetto da paralisi cerebrale per sottoporlo alla procedura sperimentale. Una storia che ha portato il tema all’attenzione del grande pubblico, ma che non può rappresentare una prova dell’efficacia della tecnologia.
C’è poi il costo. Secondo le testimonianze delle famiglie, un ciclo può arrivare a diverse decine di migliaia di dollari, cui si aggiungono viaggio, soggiorno e altre spese. La cifra complessiva può raggiungere gli 80-100 mila euro. Per finanziare i viaggi molte famiglie ricorrono al crowdfunding, alimentando una rete di racconti e appelli che contribuisce a diffondere la conoscenza del trattamento. Nel caso della famiglia di Pietralata, le spese sostenute per le cure della figlia rappresentano uno degli elementi che gli investigatori stanno ricostruendo per comprendere la situazione economica e personale della coppia. Non ci sono, al momento, elementi per affermare che il Cytotron o i costi delle terapie abbiano determinato la tragedia.
Resta invece un dato: il Cytotron viene proposto a famiglie disposte a investire risorse ingenti, mentre la sua efficacia nel trattamento della paralisi cerebrale non è stata ancora dimostrata attraverso una pubblicazione scientifica sottoposta a peer review. La sperimentazione resta dunque tale, in attesa che siano disponibili dati verificabili e una valutazione scientifica indipendente.