Omicidio suicidio Pietralata – Indagini sui conti e le “cure” in Messico: autopsie, telefoni e biglietti per ricostruire le ultime ore della famiglia
Si concentrano sulla ricostruzione delle ultime ore della famiglia e sulla situazione economica della coppia le indagini sulla morte di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della figlia Bianca, trovati senza vita nella loro abitazione di Pietralata (Roma). Un passaggio centrale sarà rappresentato dagli accertamenti medico-legali. Sono previste le autopsie sui tre corpi e l’esame dello stub sulle mani di marito e moglie, per verificare l’eventuale presenza di residui di polvere da sparo e stabilire chi abbia impugnato la pistola, una Glock intestata ad Abbasciano. Sul posto, nell’appartamento di via dell’Antracite, i carabinieri hanno trovato numerosi biglietti indirizzati ai familiari, con messaggi di scuse e indicazioni relative ai beni della coppia. I fogli sarebbero stati firmati da entrambi, ma gli investigatori dovranno accertare se siano stati materialmente scritti dalla stessa persona.
Gli accertamenti sui telefoni
Gli inquirenti stanno inoltre acquisendo e analizzando i messaggi, le conversazioni e i contenuti presenti sui telefoni della coppia. Tra gli elementi al vaglio c’è anche l’ultimo messaggio inviato da Valentina Pambianco alle 19.15 di venerdì scorso in una chat con il marito e una coppia di amici: “Dai, scriviamo sul gruppo che ci facciamo due risate”. Un tono apparentemente ordinario e sereno, che secondo chi conosceva la coppia non faceva presagire quanto sarebbe avvenuto poche ore più tardi. L’amica che ha ricevuto quel messaggio ha raccontato di aver sentito Luca e Valentina anche nei giorni precedenti e di aver partecipato con loro a una videochiamata. La coppia era appena rientrata da una vacanza nelle Marche e avrebbe dovuto trascorrere il weekend a Madrid insieme agli amici, prima di decidere di restare a Roma. Da sabato, ha riferito la donna, non sarebbero più arrivate risposte.
Le indagini sui conti
Parallelamente, la Procura e i carabinieri stanno ricostruendo la situazione patrimoniale ed economica della famiglia. In particolare saranno esaminati i conti correnti, eventuali prestiti, debiti e movimenti di denaro che possano aiutare a chiarire se la coppia attraversasse difficoltà finanziarie. L’attenzione degli investigatori si concentra anche sulle ingenti somme spese per le cure della figlia Bianca, affetta da una grave disabilità. La famiglia si era recata più volte in Messico, nella clinica NeuroCytonix di Monterrey, diretta dal neuroscienziato José Roberto Trujillo. Gli ultimi viaggi avrebbero comportato costi complessivi nell’ordine di decine di migliaia di euro, tra trattamenti, spostamenti e permanenza all’estero.
Gli accertamenti dovranno stabilire come siano state finanziate quelle spese e se vi fossero debiti o difficoltà nei pagamenti. Al momento, tuttavia, non emerge alcun elemento conclusivo che consenta di collegare direttamente la situazione economica alla tragedia. Al vaglio degli investigatori c’è anche il percorso che aveva portato Luca Abbasciano e Valentina Pambianco a rivolgersi alla struttura messicana. Saranno esaminati i contatti con altre famiglie e le comunicazioni sui telefoni per comprendere se la scelta della clinica sia maturata autonomamente o attraverso segnalazioni e una rete di pazienti che ne promuoveva le terapie.
Un’amica della coppia, conosciuta proprio attraverso il percorso di cura delle rispettive figlie, ha escluso di essere mai venuta a conoscenza di problemi economici. Secondo la sua testimonianza, Luca e Valentina non avevano fatto ricorso a raccolte fondi e, dopo l’ultimo ciclo di cure, avrebbero riferito di aver notato alcuni piccoli miglioramenti nelle condizioni di Bianca, manifestando l’intenzione di tornare in Messico. Sono elementi che dovranno ora essere verificati dagli investigatori. L’obiettivo è ricostruire, attraverso gli esami medico-legali, i dati finanziari e l’analisi delle comunicazioni, le condizioni e gli avvenimenti che hanno preceduto la morte dei tre componenti della famiglia. I corpi sono stati scoperti soltanto alcuni giorni dopo la tragedia, quando la sorella di Luca Abbasciano, non riuscendo più a mettersi in contatto con lui, ha dato l’allarme alle forze dell’ordine.