Il mondo FQ

“Ai famigliari dici che sono per i militari e quelli accettano l’espianto”: medici indagati per traffico d’organi in Ucraina

Quattro dipendenti del Bureau patologo-anatomico regionale di Černivci, nell'ovest del paese, sono indagati dalla Procura generale: sono accusati di aver prelevato pelle, ossa, tendini, cornee e altri tessuti e di averli venduti a imprese che producono bioimpianti
“Ai famigliari dici che sono per i militari e quelli accettano l’espianto”: medici indagati per traffico d’organi in Ucraina
Icona dei commenti Commenti

“A volte dici che è per i militari, e loro subito dicono di sì”. Passa anche da un’intercettazione l’orrore che tiene insieme il lutto di una famiglia e la Storia con la “s” maiuscola che l’Ucraina sta attraversando. E’ uno dei dialoghi diffusi dalla Procura generale e dalla Polizia nazionale su un presunto traffico di organi e tessuti umani avvenuto nella regione occidentale della Bucovina. La frase, pronunciata da un “medico patologo”, sembra descrivere uno dei metodi usati per ottenere il consenso dei familiari dei defunti, ai quali veniva detto che gli organi espiantati erano destinati “ai militari”, necessari quindi per la guerra.

Quattro dipendenti del Bureau patologo-anatomico regionale di Černivci – il direttore, due medici patologi e un tecnico di laboratorio – sono indagati. Il 28 agosto la polizia ha eseguito 18 perquisizioni tra l’oblast di Černivci, la città di Kiev e la sua regione: nelle abitazioni e nelle automobili degli indagati, negli uffici del bureau e nella sede dell’impresa con cui la struttura collaborava. La Procura generale guidata da Ruslan Kravchenko li accusa di aver prelevato tra il 2024 e il 2025 pelle, ossa, tendini, cornee e altri tessuti e di averli venduti a imprese che producono bioimpianti. Il tutto senza che la struttura fosse autorizzata a esercitare attività di trapiantologia. I rapporti con le imprese venivano formalizzati attraverso contratti e atti di consegna dei servizi: negli allegati venivano indicati i materiali da prelevare e il loro valore. Ma, secondo la Polizia, almeno uno dei contratti riportava un prezzo inferiore a quello realmente pagato e una parte del denaro extra sarebbe stata consegnata ogni mese in contanti ai rappresentanti del bureau attraverso una rete di uffici di cambio valuta.

“Attraverso il nostro bureau venivano fatti transitare 10.000 dollari al mese“, si sente in un’intercettazione. Al momento non è chiaro se si riferisca all’intero volume mensile di denaro non contabilizzato, a una singola quota destinata ai partecipanti al sistema o a un altro flusso finanziario. Ma le registrazioni sembrano suggerire un sistema di incentivi legato al numero dei prelievi e la Polizia ha confermato che il denaro extra veniva distribuito tra i partecipanti in base al ruolo svolto e alla quantità di materiali anatomici prelevati.

I familiari venivano avvicinati in un momento di particolare vulnerabilità e convinti ad acconsentire offrendo gratuitamente servizi e sconti su altre prestazioni: “Ci sono quelli che rifiutano. Io dico: ‘Va bene, faremo gratis l’imbalsamazione‘”, dice un medico in un’intercettazione. In alcuni casi, sempre secondo l’accusa, i parenti avrebbero rifiutato il consenso, ma i materiali sarebbero stati prelevati lo stesso. In un altro episodio, il consenso sarebbe stato ottenuto da un dipendente di una struttura geriatrica che assisteva una persona deceduta, mentre i familiari non sarebbero mai stati consultati.

Poi c’era la logistica. I materiali venivano collocati in contenitori con refrigerante e spediti ai destinatari tramite ferrovia. Gli investigatori hanno documentato la consegna di almeno dieci scatole di biomateriali e almeno un episodio in cui le cornee sono state inviate con il treno sulla linea Černivci-Odessa. Formalmente, la collaborazione veniva presentata come “cooperazione scientifico-medica” e il trasferimento figurava come fornitura di materie prime per la produzione di bioimpianti. Con alcuni destinatari, secondo gli investigatori, non esistevano neppure rapporti contrattuali.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione