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La guerra di Trump all’Iran presenta il conto agli italiani: in agosto inflazione al 3,3%, ai massimi da tre anni. Le opposizioni: “Toc toc, c’è qualcuno a Chigi?”

I dati preliminari Istat: l'energia su del 17% in un anno. Per i consumatori le famiglie subiranno rincari fino a 1.184 euro annui: "Bilanci delle famiglie in tilt". Le opposizioni tornano all'attacco contestando le priorità del governo. Racconta a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it quale aumento ti ha pesato di più. Scrivi “Aumenti” nell’oggetto
La guerra di Trump all’Iran presenta il conto agli italiani: in agosto inflazione al 3,3%, ai massimi da tre anni. Le opposizioni: “Toc toc, c’è qualcuno a Chigi?”
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La guerra di Donald Trump e Benjamin Netanyahu contro l’Iran presenta un’altra fattura agli italiani. Ad agosto l’inflazione su base annua è schizzata al 3,3%, dal 2,9% di luglio, con un aumento dello 0,5% mese su mese: sono i livelli più alti da settembre 2023. E a spingere il dato, secondo le stime preliminari dell’Istat, è soprattutto l’energia, la componente più esposta alle tensioni geopolitiche: è aumentata del 17% su base annua, contro l’11,6% di luglio. Con effetto domino sulla voce Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+8,9%) e sui trasporti (+6,1%). A pagare il prezzo sono, ovviamente, le fasce più deboli. Che, come raccontato da ilfattoquotidiano.it, stanno già facendo i conti con l’impoverimento causato da 5 anni di aumenti dei prezzi dei beni di consumo, a partire dagli alimentari. Le opposizioni tornano all’attacco contestando le priorità del governo. “Leggo sui giornali che Meloni, Salvini e Tajani si sono riuniti ieri, per quattro ore. In effetti tutti ci saremmo aspettati una riunione urgente sull’inflazione”, dice la segretaria Pd Elly Schlein. “E invece no, anche stavolta no. Ieri il governo ha di nuovo impiegato la giornata a pensare come garantire se stesso cambiando la legge elettorale, per paura di perdere”. Mentre dal M5s la capogruppo in commissione Bilancio alla Camera Daniela Torto rincara: “Mentre il governo parla di Ceuta, i dati registrano un’altra mannaia che si abbatte sugli italiani. Toc toc, c’è qualcuno?”, la domanda al Mef e a Palazzo Chigi.

La guerra tra Stati Uniti e Iran, arrivata ormai al sesto mese, ha colpito come è noto i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, da cui passa il 20% degli scambi mondiali di petrolio e gas. Negli ultimi giorni la ripresa degli attacchi tra Washington e Teheran ha fatto nuovamente salire il Brent sopra gli 90 dollari al barile. Così, ad agosto, gli energetici non regolamentati sono rincarati del 16,9% dall’11,4% di luglio e quelli regolamentati del 18,8% (dal 14,8%). Su base mensile, i rincari sono rispettivamente del 2,8% e del 3,2%. L’istituto rileva che “risentono ancora delle tensioni internazionali”. E per l’Italia il problema non riguarda soltanto il petrolio. La guerra sta avendo conseguenze anche sulle forniture di gas: QatarEnergy ha prorogato fino all’inizio di novembre la sospensione delle consegne di Gnl a Edison. Le forniture qatariote rappresentano circa il 10% dei consumi italiani. I prezzi del gas naturale si mantengono sopra i 70 euro al megawattora, facendo temere anche aumenti in bolletta.

Tornando ai dati, mentre i beni accelerano al +4,1%, i servizi rallentano al 2,4%. L’inflazione di fondo, depurata da energetici e alimentari freschi, scende infatti dall’1,6% all’1,5%. Ulteriore dimostrazione che è lo choc energetico a trascinare verso l’alto l’indice. Anche il carrello della spesa, cioè beni alimentari, per la cura della casa e della persona, rimane relativamente stabile al +1%. Ma peggiora un’altra voce che pesa molto sui bilanci quotidiani: i prodotti ad alta frequenza d’acquisto passano dal +3,4% al +4,3%. Intanto, per il 2026, l’inflazione acquisita è già al 2,9%. Significa che, anche se da settembre in poi i prezzi restassero fermi ai livelli di agosto, l’aumento medio dei prezzi nell’intero anno sarebbe comunque quello. E con il caos in Medio Oriente e il petrolio nuovamente sopra i 90 dollari, il rischio è che il conto non sia ancora arrivato per intero. Il tutto a valle di cinque anni in cui il potere d’acquisto è già stato pesantemente eroso dai rincari. Come raccontato ieri dal fattoquotidiano.it, tra il 2021 e oggi i prezzi dei beni alimentari e delle bevande sono aumentati di quasi il 30%, con punte molto più elevate per alcune categorie.

Per l’Unione nazionale consumatori, considerando il 3,3% di inflazione tendenziale, una coppia con due figli si trova davanti a un aumento del costo della vita di 1.184 euro l’anno: 385 euro in più per abitazione, elettricità e gas, 358 per i trasporti e altri 108 per ristoranti e servizi di alloggio. Per una famiglia media la stangata è di 871 euro, di cui 357 legati ad abitazione, luce e gas e 218 ai trasporti. “Non era difficile capire che si sarebbe ripetuta la dinamica del 2022, dopo l’attacco in Ucraina, anche se in modo attenuato rispetto a 4 anni fa”, commenta il presidente Massimiliano Dona. “Era chiaro che il caro carburanti e il caro energia, essendo costi di distribuzione e di produzione per tutte le imprese, si sarebbero riversati prima o poi sui consumatori finali, innescando una dinamica inflattiva che ora manderà definitivamente in tilt i bilanci delle famiglie. Urge che il governo intervenga a settembre contro il caro bollette, azzerando oneri di sistema e riducendo prima di ottobre l’Iva sul gas. Sui carburanti, invece, non vanno abbandonati gli sconti sulle accise, altrimenti il gasolio arriverà a 2,375 euro al litro in autostrada, stando ai prezzi di oggi, a un passo da 2,4 euro al litro”.

Con la politica già concentrata sul voto del 2027, le opposizioni mettono il dito nella piaga. Schlein promette che i dem continueranno “a parlare dei problemi veri degli italiani, che Meloni ha completamente dimenticato”. Torto, capogruppo M5S in commissione Bilancio alla Camera, rileva che gli aumenti “gravano molto di più sulle fasce deboli” e dimostrano “l’inutilità e la pavidità dei microinterventi governativi”, a partire dai “decretini carburanti”. Misure che, secondo la deputata, sarebbero state studiate non per sostenere davvero il Paese ma per “conservare miliardi di euro di maggiori spese in difesa fino al 2028″. Poi il riferimento al gas: “Tutto questo mentre il gas oggi ha sfondato quota 70 euro a megawattora, ovvero più del doppio rispetto all’inizio della crisi di Hormuz”.

Da Avs il senatore Tino Magni attacca a sua volta il governo che “pensa alla legge elettorale” mentre i prezzi dei beni primari lievitano e gli stipendi sono al palo. E evoca il ruolo del generale Roberto Vannacci: “Festeggiano il primato di longevità del governo, senza fare un bilancio delle politiche fallimentari di questi quattro anni di governo Meloni. E ora il problema principale di Meloni e soci è Vannacci e non i problemi reali degli italiani”.

Bollette, spesa, benzina, affitto, vacanze: racconta a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it quale aumento ti ha pesato di più e, se puoi, indicaci quanto pagavi prima e quanto paghi oggi. Scrivi “Aumenti” nell’oggetto.

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