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“Hanno minacciato la mia famiglia, hanno scritto a mio fratello”: Berrettini denuncia gli scommettitori di tennis per i messaggi choc

Dopo la vittoria contro Wawrinka, il tennista italiano ha raccontato quanto accaduto al Roland Garros dopo aver vinto una partita
“Hanno minacciato la mia famiglia, hanno scritto a mio fratello”: Berrettini denuncia gli scommettitori di tennis per i messaggi choc
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Altre minacce nel tennis, ancora da parte degli scommettitori, ancora una volta con minacce di morte. Ma questa volta il livello del torneo (e quindi della popolarità) si alza. Matteo Berrettini ha infatti denunciato minacce alla famiglia in conferenza stampa dopo la vittoria contro Stan Wawrinka agli Us Open. Gli episodi citati dal tennista italiano fanno riferimento al Roland Garros. “Dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti. Se non sbaglio, a Indian Wells una tennista italiana ha ricevuto dei bruttissimi messaggi”, ha spiegato Berrettini facendo riferimento a quanto accaduto a Lucrezia Stefanini a marzo 2026.

“Mio fratello, al Roland Garros, ha ricevuto messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia. Ho vinto una partita e gli hanno mandato dei messaggi il cui senso era ‘Matteo è scarso, se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia‘. Naturalmente abbiamo segnalato tutto all’Atp e abbiamo denunciato tutto. Noi abbiamo trent’anni, siamo adulti, ma penso alle ragazze e ai più giovani che ricevono questo tipo di messaggi: può essere spaventoso. Dovremmo creare una struttura più forte, un comitato per proteggere i giocatori”. Queste le importanti parole rilasciate in conferenza stampa da Berrettini, che ha riportato d’attualità un tema molto discusso ormai da anni.

Il modus operandi è sempre lo stesso: gente che decide di scommettere contro un tennista, perde la scommessa e passa alle minacce. A volte si rimane nel “soft”, con qualche messaggio con profili fake via social. A volte si esagera, come nel caso di Berrettini e di Lucrezia Stefanini. “Soprattutto nei Challenger – ha aggiunto il tennista romano – la situazione era davvero difficile. So che è complicato, non è facile dire chi può entrare e chi non può entrare, perché non sai come le persone si comporteranno. Però qualcosa va fatto. Dall’altra parte, se la questione viene gestita nel modo giusto, in maniera controllata – parlo delle scommesse – e non porta alle conseguenze peggiori del gioco d’azzardo, penso che possa anche essere qualcosa di divertente“.

E ancora sul tema, il tennista ha concluso: “Personalmente non l’ho mai fatto nella mia vita e non credo che lo farò: non mi piacciono i casinò né queste cose. Però penso che faccia parte del nostro sport e, se non sbaglio, molti soldi nel circuito arrivano da lì. Quanto agli sponsor, non so cosa sia giusto o sbagliato: penso solo che, se la cosa viene gestita nel modo giusto, non ci vedo nulla di così negativo”, ha concluso Berrettini, ponendo l’accento su un problema che da tempo attanaglia il circuito internazionale.

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