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L’Italia proroga la sospensione di Schengen con la Spagna di altri 15 giorni. Madrid risponde: prolungati i controlli di due settimane

La misura era stata introdotta in conseguenza della crisi migratoria di Ceuta, scatenando le proteste di Madrid e di altri Paesi europei
L’Italia proroga la sospensione di Schengen con la Spagna di altri 15 giorni. Madrid risponde: prolungati i controlli di due settimane
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Il governo italiano tiene la posizione con la Spagna sulla crisi di Ceuta. Nonostante la quasi totalità dei migranti entrati illegalmente nell’exclave spagnola siano stati rispediti oltre la frontiera col Marocco, l’esecutivo ha deciso di prorogare la sospensione degli Accordi di Schengen con la Spagna, mantenendo così i controlli alla frontiera per chiunque arrivi nei porti e aeroporti italiani dal Paese iberico. Mossa che ha causato la veloce replica di Madrid: il governo ha deciso “di prolungare per due settimane i controlli frontalieri dei passeggeri che via mare o via aerea accedono al territorio nazionale provenienti dall’Italia”, dicono fonti del Ministero dell’Interno spagnolo. Una decisione, spiegano, presa dopo la comunicazione formale ricevuta dall’Italia.

Dal Viminale fanno sapere che la decisione “è stata assunta, in linea con l’analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1 agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all’Unione europea, affinché in quell’area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione”. Una lettura, quella del Ministero guidato da Matteo Piantedosi, che contrasta con i numeri diffusi nelle scorse settimane dal governo spagnolo, con i migranti irregolari che sono stati in gran parte rimpatriati. L’emergenza, semmai, rimane a livello umanitario, con centinaia di persone abbandonate a se stesse all’interno della piccola exclave, con scarsa assistenza da parte delle istituzioni.

Secondo il ministro, però, la situazione ha reso il prolungamento della sospensione “necessario”: “Se (il governo, ndr) l’ha fatto, ovviamente è necessaria. È una decisione motivata dal fatto che c’è un’analisi fatta dagli specialisti che si riuniscono nel Comitato di analisi della sicurezza delle frontiere”, ha spiegato Piantedosi. “Abbiamo limitato la proroga a 15 giorni – ha aggiunto – perché se da una parte l’analisi fatta dagli specialisti indica che permangano le motivazioni per cui è stata iniziata questa misura, d’altra parte sicuramente è apprezzabile lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo, insieme all’Unione europea, per superare la situazione che si è creata”. E conclude: “Confido che possa essere l’ultima proroga perché significherebbe che, come immaginiamo, si vada verso una normalizzazione della situazione. Noi confidiamo e siamo anche disponibili a ogni forma di collaborazione con la Spagna e con l’Unione europea”.

Posizioni ribadite anche dal ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, che si dice soddisfatto della decisione presa a livello di esecutivo: “Bene la scelta del governo di prorogare per altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, in attesa che si creino realmente le condizioni per la ripresa della piena e libera circolazione. La decisione, in applicazione delle stesse regole di Schengen, è provvisoria e motivata dalla necessità di garantire la sicurezza delle frontiere italiane ed europee e impedire qualsiasi infiltrazione, a cominciare da quella jihadista“. Anche lui ha garantito che “l’Italia continuerà a lavorare con tutti i Paesi dell’Unione europea, in spirito di collaborazione anche con la Spagna, avendo come obiettivo quello di contrastare l’immigrazione illegale e favorire, invece, flussi migratori controllati e regolari”.

L’annuncio italiano arriva pochi minuti dopo l’intervento del capo dell’esecutivo iberico, Pedro Sanchez, che in un lungo discorso si è appellato alla solidarietà europea per ricevere il supporto necessario a riportare Ceuta a una situazione di calma e vivibilità. Un po’, ricorda, come fatto nel 2015, quando a esplodere erano i centri di accoglienza greci e italiani travolti dall’ondata migratoria sia nel Mediterraneo che sulla Rotta balcanica: “A Lampedusa – ha dichiarato in un’intervista a Cadena Ser – la Spagna ha accolto i migranti che sono arrivati. L’Europa deve dare prova di solidarietà a Lampedusa, in Groenlandia, a Ceuta o nelle Canarie. Abbiamo bisogno della solidarietà dei Paesi dell’Europa centrale e del nord. Perché nel caso della Spagna no? Perché abbiamo un governo di coalizione progressista? Perché abbiamo una posizione su Gaza o su altre questioni? Se la Russia o Israele si mettono a diffondere disinformazione su questa questione è perché sono preoccupati per l’immigrazione in Spagna o perché sono preoccupati per la posizione internazionale in Europa?”.

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