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Caso Report, la Rai nomina Presutti e Piervincenzi nuovi conduttori al posto di Ranucci: “Scelta mortificante”. Gli inviati: “Irricevibile, pronti ad andarcene”

A Ranucci tre possibili opzioni. I giornalisti della trasmissione: "Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma". Il legale del conduttore: "La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato"
Caso Report, la Rai nomina Presutti e Piervincenzi nuovi conduttori al posto di Ranucci: “Scelta mortificante”. Gli inviati: “Irricevibile, pronti ad andarcene”
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Dopo giorni di polemiche e un vorticoso toto nomi e dopo che la redazione di Report si era espressa con chiarezza per una soluzione di continuità, la Rai ha comunicato chi prenderà la guida del programma di inchiesta condotto fino alla scorsa stagione da Sigfrido Ranucci, parte lesa nel procedimento che ha portato all’arresto di Valter Lavitola, come mandante dell’attentato subito dal giornalista lo scorso ottobre.

Dalla prossima stagione il programma di inchiesta di Rai 3 sarà affidato a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, due giornalisti interni all’Azienda scelti attraverso la selezione Rai per professionisti. La Rai parla di una “nuova fase” e sottolinea la scelta di una conduzione a due affidata a giornalisti selezionati attraverso un concorso, presentandola come un investimento sul giornalismo investigativo e sulle professionalità interne. Report quindi cambia conduzione, ma tra le polemiche e a gran richiesta della politica e dei giornali di destra. Una “rimozione” chiesta a gran voce che oggi è stata certificata dal comunicato dall’azienda pubblica. La Rai ha anche indicato come capi autori e punto di riferimento della redazione Bernardo Iovene e Giulio Valesini. Che però non accettano l’incarico: “Rifiutiamo la proposta avanzataci dalla Rai di ricoprire il ruolo di capi autore di Report. “Nel pomeriggio di oggi al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini era stata data una disponibilità di massima a collaborare al nuovo corso del programma ma non erano stati comunicati i nomi scelti, che abbiamo appreso solo dalle agenzie”.

La reazione dei giornalisti

Il primo atto di forza contro la mossa della Rai è proprio della redazione: “La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report. Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma”. La nota è firmata, tra gli altri, da Giorgio Mottola, Bernardo Iovene, Paolo Mondani, Giulia Innocenzi, Daniele Autieri, Danilo Procaccianti, Luca Bertazzoni, Walter Molino, Luca Chianca, Emanuele Bellano, Claudia Di Pasquale.

“La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato, Report e l’indipendenza dell’informazione pubblica. Sigfrido Ranucci, per adesso, non condurrà Report ma condurrà la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d’inchiesta, in ogni sede” afferma in una nota l’avvocato Roberto De Vita, legale di Ranucci.

La reazione di Ranucci: “Scelta mortificante”

Non meno dura la reazione del diretto interessato: “Sono venuto a conoscenza che la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report. Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato “cunei d’ombra” sul sottoscritto. Il gioco è fatto – scrive Ranucci in un post su Facebook – Al mio posto -prosegue Ranucci- sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico. Il mio non è un addio, non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti. Vi voglio bene, grazie per la vostra passione e dedizione che mi ha accompagnato per 30 anni. Stasera sarò a Favignana domani ad Agrigento al teatro Efebo, e il 30 a Folrinas vicino Alghero per Diario di un Trapezista”.

Chi sono i nuovi conduttori

“La scelta apre una nuova fase per uno dei programmi più importanti dell’offerta di approfondimento del Servizio Pubblico, attraverso una conduzione a due affidata a due giornalisti selezionati e vincitori del concorso Rai, nel segno della professionalità e dell’esperienza maturata sul campo” si legge nella nota della Rai. “Giulia Presutti è da anni giornalista e inviata di Report. Il suo percorso professionale è fortemente legato al giornalismo investigativo e alla realizzazione di inchieste su temi di interesse pubblico. Nella selezione Rai è risultata prima classificata, a conferma di un percorso professionale maturato all’interno dell’Azienda e nel lavoro quotidiano sul campo.

Piervincenzi arriva a Report “dopo una lunga esperienza nel giornalismo televisivo di inchiesta e di approfondimento. È stato inviato e conduttore di programmi Rai come Nemo – Nessuno escluso e Popolo Sovrano, occupandosi di temi sociali, criminalità, periferie e realtà territoriali. Il suo nome è inoltre legato a uno degli episodi più emblematici degli ultimi anni sul fronte della sicurezza dei giornalisti impegnati sul campo.

Nel 2017, durante un’inchiesta realizzata per Nemo a Ostia, Piervincenzi e l’operatore Edoardo Anselmi furono aggrediti. L’episodio divenne un simbolo delle difficoltà e dei rischi affrontati dal giornalismo d’inchiesta sul territorio. La nuova formula a due, secondo la Rai, punta dunque a rafforzare la componente investigativa del programma attraverso due giornalisti che hanno costruito la propria esperienza sul campo. Una scelta che l’Azienda inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione delle professionalità interne selezionate attraverso criteri di merito e competenza.

Il futuro di Ranucci

Resta da definire invece il futuro professionale di Ranucci. Nell’ambito degli accordi sindacali e delle procedure previste per la gestione dei percorsi professionali, la Rai fa sapere di aver sottoposto al giornalista tre possibili opzioni di ricollocazione. Le proposte, spiega l’Azienda, sono coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata in Rai e puntano a garantire una continuità professionale adeguata al suo profilo, tenendo conto al tempo stesso delle esigenze editoriali e organizzative. Nella nota con cui annuncia il cambio alla guida di Report, la Rai rivendica infine il ruolo del giornalismo investigativo come elemento distintivo del Servizio pubblico.

“La credibilità dell’informazione – sostiene l’Azienda – deve poggiare su indipendenza editoriale e imparzialità rigorosa”. Allo stato Ranucci – vice Direttore nell’ambito della Direzione Approfondimento – risulta completamente estraneo a ogni ipotesi di reato. Al giornalista sono stati proposti tre possibili ruoli: vicedirettore ad personam del Tg3 o di RaiNews o un ruolo da corrispondente all’estero. Prima della diffusione della notizia Ranucci, postando le immagini dell’attentato che ha subito, su Facebook aveva scritto: “A chi mi chiede come faccio a resistere ai 2800 articoli di fango, alle prediche dei ciarlatani e cortigiani, a chi tradisce e specula, alle voci di rimozione dalla conduzione da Report, rispondo che la forza la trovo nella mia storia, nell’educazione dei miei genitori e come padre. Una forza che rinnovo nell’incontro con la gente e nel rivedere queste immagini che tutti hanno dimenticato”. L’offerta-provocazione della Rai a Ranucci è stata quella di “andare al Cairo”.

Cosa è successo

Lo scorso 30 giugno erano stati arrestati tre uomini e una donna con l’accusa di essere gli autori dell’ordigno che distrusse le auto di Ranucci e della figlia. Un commando che, come era immediatamente emerso, aveva agito “su commissione”. Le indagini della procura di Roma avevano portato prima all’iscrizione e poi all’arresto di Valter Lavitola, ex editore e imprenditore protagonista nel corso degli anni di molti clamorosi episodi.

Il curriculum vitae e giudiziario di Lavitola – dalla casa di Montecarlo, la latitanza del 2011, le accuse di corruzione internazionale e truffa ai fondi pubblici, la “compravendita di senatori”, la condanna a 2 anni e 8 mesi per tentata estorsione a Silvio Berlusconi, era noto. Come era nota l’amicizia nata da alcuni tra il giornalista e il faccendiere che nella nuova vita era il patron di un ristorante a Roma, frequentato da molti personaggi.

Quando la notizia dell’iscrizione era emersa Ranucci era apparso sorpreso, incredulo rispetto alle contestazioni. Successivamente Lavitola ha confessato di essere il mandante dell’attentato, ha cercato di sminuire la portata delle sue intenzioni, ma le dichiarazioni fornite al giudice per le indagini preliminari – a cui la difesa aveva chiesto gli arresti domiciliati – sono state considerate “contradditorie” e prive di riscontri, senza considerare il presunto movente. Ovvero quello di agevolare una presunta discesa in campo in politica del giornalista. Lavitola resta in carcere e Ranucci ha perso il timone della trasmissione di cui aveva raccolto il testimone da Milena Gabanelli. La giornalista, per 20 anni anima e guida della trasmissione, rispondendo all’Adnkronos ha commentato: “Report? Lunga vita a Report”.

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