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Maniglie elettroniche sotto accusa, maxi richiamo per 4,3 milioni di auto in Cina

Tesla, Xiaomi, Leapmotor e altri costruttori dovranno intervenire sull'apertura d’emergenza delle portiere. Pechino accelera sulla sicurezza delle auto elettriche
Maniglie elettroniche sotto accusa, maxi richiamo per 4,3 milioni di auto in Cina
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Per anni la Cina ha spinto l’industria dell’auto a correre. Più autonomia, ricariche più veloci, software sempre più sofisticati, guida assistita e abitacoli dominati dagli schermi. Adesso, però, Pechino sembra aver capito che l’innovazione non può andare a scapito della sicurezza.

Il segnale più evidente è arrivato con il più grande richiamo mai deciso sul mercato cinese. Nove costruttori, tra cui Tesla, Xiaomi e Leapmotor, dovranno intervenire complessivamente su 4,3 milioni di vetture.

Al centro della vicenda c’è un elemento apparentemente banale: le portiere delle auto. Sulle vetture più moderne, e soprattutto sulle elettriche, le tradizionali maniglie sono state spesso sostituite da pulsanti e comandi elettronici. Una scelta che permette maggiore libertà nel design e può migliorare anche l’aerodinamica. Il problema nasce quando l’elettronica smette di funzionare, per esempio dopo un incidente.

In questi casi esiste normalmente un’apertura meccanica di emergenza. Ma sulle vetture interessate dal richiamo cinese leve e pulsanti possono essere difficili da individuare. Una complicazione che diventa un rischio serio quando bisogna uscire dall’auto in pochi secondi.

Un’ipotesi confermata da diversi fatti di cronaca. In Cina, ad esempio, ha fatto discutere il caso di una Xiaomi SU7 coinvolta in un incidente che ha poi preso fuoco. Secondo i media statali, alcuni passanti non sarebbero riusciti ad aprire le porte per soccorrere il conducente. Negli Stati Uniti problemi analoghi sono al centro di cause che coinvolgono Tesla.

Da qui l’intervento del governo di Pechino. I costruttori dovranno rendere più evidenti i sistemi manuali di apertura. Sono previsti anche aggiornamenti software da remoto che consentiranno, in determinate situazioni di emergenza, di abbassare automaticamente i finestrini.

Ma il maxi richiamo è solo una parte della storia. Già a febbraio la Cina aveva deciso che, dal prossimo anno, sulle nuove auto non saranno più consentite maniglie esterne completamente elettroniche prive di un sistema meccanico tradizionale.

Alcune soluzioni, nate per rendere l’auto più tecnologica o elegante, devono dunque essere ripensate se complicano un gesto elementare come aprire una porta durante un’emergenza. Ed è proprio qui che la vicenda assume una portata più ampia.

Storicamente, sono stati Europa e Usa a stabilire molti degli standard di sicurezza poi adottati dall’industria mondiale. Sulle nuove tecnologie, tuttavia, la Cina sta iniziando a muoversi più rapidamente. Ha già imposto maggiori controlli sulle riparazioni e sulle condizioni delle auto elettriche. E ha limitato l’utilizzo nella pubblicità di espressioni come “guida autonoma” e “smart driving”, per evitare che i sistemi di assistenza vengano presentati come più capaci (e decisivi) di quanto siano realmente.

Il motivo è anche nelle dimensioni raggiunte dal mercato. In Cina le auto elettriche rappresentano ormai quasi il 55% delle nuove vetture vendute. Milioni di automobilisti utilizzano quindi ogni giorno tecnologie che altrove sono ancora in una fase di diffusione più lenta. I problemi emergono prima e, almeno in questo caso, anche le regole arrivano prima.

Negli Stati Uniti la NHTSA (l’ente di controllo sulla sicurezza stradale) sta affrontando questioni simili, comprese quelle relative alle aperture di emergenza delle Tesla Model 3, ma attraverso procedure normative più lunghe. In Europa il tema delle maniglie elettroniche è stato individuato come un possibile rischio, senza però arrivare finora a misure paragonabili a quelle cinesi.

Questo nuovo protagonismo di Pechino potrebbe avere conseguenze ben oltre i confini cinesi. Un costruttore globale difficilmente può ignorare le norme del più grande mercato automobilistico ed elettrico del mondo. Tesla, per esempio, potrebbe trovare più semplice adottare le soluzioni richieste dalla Cina anche sulle vetture destinate agli altri Paesi, anziché sviluppare auto diverse a seconda del mercato.

Fatte salve le considerazioni industriali ed economiche, forse è utile anche ricavare una morale da questa vicenda. Nell’auto del futuro non tutto ciò che può essere elettronico deve necessariamente diventarlo. Soprattutto quando una semplice maniglia, che funziona sempre, è più importante di una maniglia che scompare.

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