Il mondo FQ

Milei punta alla rielezione in Argentina con metà Paese contro: si allea coi ricchi, sfratta gli indigeni e reprime il dissenso

Il presidente si ricandida per il 2027: “Sto facendo il miglior governo della storia. Gli argentini? Non crederanno alle menzogne dell’opposizione”. Le ombre dietro la crescita: il 48% non arriva a fine mese. E Amnesty lancia l’allarme per l’aumento di pratiche techno autoritarie
Milei punta alla rielezione in Argentina con metà Paese contro: si allea coi ricchi, sfratta gli indigeni e reprime il dissenso
Icona dei commenti Commenti

“Punterò alla rielezione”. Javier Milei anticipa senza esitazioni la sua corsa alle elezioni presidenziali previste a ottobre 2027. “Se sto facendo il miglior governo della storia – ribadisce il presidente, intervistato da Radio Mitre -, come non puntare alla rielezione?”. E aggiunge: “Ho già compiuto tutte le mie promesse. Io ho risultati da esibire”. La palla passa quindi agli argentini, tenuti a decidere se “progrediscono” con lui o “affondano” con il peronismo. È sicuro che il popolo “non si consegnerà” nelle mani degli oppositori: “Non oso pensare che gli argentini credano alle loro menzogne“. I problemi – occupazione, perdita del potere d’acquisto – sono semmai una “narrazione” orchestrata dai suoi avversari, poiché “l’economia cresce da 27 mesi consecutivi”.

Le ombre dietro la crescita – Tuttavia, dietro la crescita del Paese, che sarà del 2,8% del Pil entro fine anno, si celano effetti sociali allarmanti: il 48% degli argentini non arriva a fine mese, i consumi nei supermercati sono calati del 10% e almeno 30mila imprese hanno chiuso le serrande dal 2023. Preoccupa anche la situazione debitoria di 5,8 milioni di abitanti, molti di loro costretti ad aprire crediti per fare la spesa o pagare le bollette. Sale sopra 530 punti base il rischio Paese, indicatore con cui la JP Morgan misura il livello di pericolo o incertezza di uno Stato per gli investitori stranieri, ma anche questa è una colpa delle opposizioni: “Se li ascoltate – dice il presidente – tutte le loro proposte consistono in dare fuoco al Paese”. Il suo discorso però non attecchisce più tra il 52% della popolazione che, secondo Ceop Latam, si dice apertamente “in opposizione” al suo governo. Inoltre, secondo altre misurazioni (tra cui Zentrix Consultora e Zuban Córdoba), tra il 58,8% e il 65% si ritiene contrario alla sua gestione. Precipita anche la sua immagine a livello regionale, dove risulta 15° in termini di gradimento su 18 presidenti.

Togliere ai poveri per dare ai ricchi – Altra bandiera importante, come la Legge sull’inviolabilità della proprietà privata è passata a metà al Senato, con l’approvazione di sfratti express e limiti agli espropri ma senza la deregulation all’acquisto di terre da parte di stranieri, che resta del 15% a livello nazionale e dipartimentale. Intatto anche il tetto alle nazionalità, che resta del 30% per persone e imprese, e le restrizioni in zone di sicurezza o corpi d’acqua. Ma La Libertad Avanza, il partito di Milei, potrebbe tornare all’attacco fra qualche settimana, alla Camera dei deputati, nel tentativo di far passare un progetto caro all’alleato Peter Thiel – che ha già investito 76 milioni di dollari a Vaca Muerta, in azioni di Vista Energy – e ad altri superricchi pronti a irrompere nel Paese con l’aiuto del Régimen de incentivo para grandes inversiones en nuevas industrias. Scelta di campo criticata da Unión por la Patria e da altri partiti di opposizione, che ritengono scandaloso “doppio standard” applicato da Buenos Aires. “Per i pensionati, gli universitari e il ceto medio vengono applicati motoseghe e correttivi feroci – denuncia la deputata Julia Strada – ma per i settori più ricchi e per i fondi di investimento esteri ci sono vantaggi gratuiti”.

Colpite anche le comunità indigene – L’offensiva pro-ricchi di Milei colpisce anche le minoranze indigene, alcune di loro espulsi dai loro territori ancestrali. È il caso della Comunità Santa Rosa, appartenente al popolo Omaguaca, espulsa con l’uso della forza da Jujuy, regione legata a interessi estrattivi di litio. Mandate via anche le comunità Mbya Guaraní Puente Quemado II (Misiones) e Kinxikew e Melo dalla regione Neuquén, sempre per ragioni estrattive. Abuso di potere possibile dopo la derogazione, per decreto, della Legge di emergenza territoriale indigena (26.160) che fermava le espulsioni dei popoli originari.

Verso lo Stato di polizia – La repressione sulle comunità indigene è un’anticamera dell’indirizzo securitario intrapreso da Buenos Aires, dove – dice Matt Mahmoudi, Amnesty International – lo Stato si avvicina in fretta “verso pratiche tecno autoritarie”. Tra il 2024 e il 2025 il Ministero della Sicurezza ha investito almeno 1,2 milioni di dollari nell’acquisto di tecnologie di sorveglianza, tra cui droni e strumenti di riconoscimento facciale, che – si legge – “sono diventate parte integrante dell’infrastruttura di controllo statale” contro la dissidenza, i movimenti di protesta e i gruppi sociali emarginati. Il tutto rafforzato dalla recente approvazione delle “Linee guida per l’indagine su incidenti terroristici nella fase antecedente a un attacco”, già sulle scrivanie dei procuratori federali. Inclusi giornalisti, ricercatori e docenti nell’elenco dei potenziali terroristi, come ai vecchi tempi.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione