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Raid dell’esercito israeliano in Cisgiordania: arresti e interrogatori. Netanyahu sul 7 ottobre: “Pronti a un altro possibile attacco di Hamas”

I soldati hanno anche distrutto i monumenti dedicati ai morti palestinesi. Ieri un raccoglitore di olive ucciso in un attacco dei coloni mentre lavorava sulla sua terra
Raid dell’esercito israeliano in Cisgiordania: arresti e interrogatori. Netanyahu sul 7 ottobre: “Pronti a un altro possibile attacco di Hamas”
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Nel terzo anniversario della strage del del 7 ottobre perpetrata dai miliziani di Hamas e del Jihad islamico, decine di soldati israeliani hanno fatto irruzione in diverse abitazioni della Cisgiordania, nell’ambito di una vasta operazione militare lanciata dal governo di Netanyahu proprio nei giorni della commemorazione. All’alba, c’è stato un blitz nel villaggio di Beit Duqqu, a nord-ovest di Gerusalemme Est e vicino a Ramallah. Secondo l’agenzia palestinese Wafa, l’Idf ha fatto effettuato arresti e interrogatori sul campo. Per Israele si tratta di persone “accusate di coinvolgimento in atti di terrorismo e incitamento, tra cui l’aver espresso sostegno all’attacco sferrato da Hamas il 7 ottobre 2023”. Nemmeno 24 ore prima, un palestinese era stato ucciso durante un attacco di coloni israeliani contro i raccoglitori di olive che stavano lavorando sui loro terreni a Burqa. La vittima è Ali Hassan Yasser al-Bazzari, di 44 anni.

I soldati se la sono presa anche con i monumenti e i manifesti dedicati ai palestinesi uccisi dalle forze israeliane o morti nelle carceri, che tappezzano i muri di tutte le città della Cisgiordania. “Un memoriale dedicato al martire Yasser Hamdouni è stato distrutto nella città di Yaabad”, e manifesti commemorativi raffiguranti “i ritratti di diversi martiri sono stati rimossi da vari punti della città di Jenin“, nel nord del territorio occupato da Israele dal 1967, ha dichiarato la portavoce del governatorato, Hala Abu Baker. Accusato di aver ucciso un colono israeliano nel 2003, Yasser Hamdouni era deceduto nel 2016 mentre si trovava in carcere, dove stava scontando una pena detentiva a vita. Le truppe israeliane hanno inoltre effettuato un’incursione a Nablus, a circa quaranta chilometri a sud di Jenin, dove hanno “distrutto cinque monumenti commemorativi dedicati ai martiri in diversi quartieri” e arrestato decine di residenti, ha dichiarato il vicesindaco della città, Iyad Bakir. I responsabili politici israeliani denunciano regolarmente questi monumenti, che considerano una glorificazione degli attacchi, ma la loro distruzione da parte dell’esercito rimane un evento raro, in particolare nelle zone sotto il controllo dell’Autorità palestinese.

In Israele è stato il giorno del ricordo e delle commemorazioni degli oltre 1200 israeliani uccisi nel massacro del 2023, a cui seguirono tre anni di bombardamenti e raid che hanno raso al suolo la Striscia di Gaza causato 73mila morti. Celebrazioni che si sono inevitabilmente intrecciate con la campagna elettorale in vista delle elezioni previste per il 27 ottobre in cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu si gioca il futuro politico. “Porteremo a termine la missione: abbiamo saldato i conti e continueremo a regolarli con tutti gli assassini” ha detto in una dichiarazione diffusa dal suo ufficio. Il primo ministro ha poi paventato il pericolo un altro attacco prima dell’apertura delle urne e ha assicurato che in questo caso il paese sarebbe preparato a reagire. Un modo per allontanare le ombre che si sono addensate su di lui nelle ultime settimane, con le accuse di aver ignorato gli avvertimenti arrivati prima del 7 ottobre da più fonti. “Israele è pronto a un possibile attentato di Hamas prima delle elezioni del 27 ottobre e risponderà con una forza schiacciante” se questo dovesse accadere. Netanyahu ha quindi sostenuto che Israele ha “ribaltato la situazione” dal 7 ottobre, descrivendosi come il Paese più forte del Medio Oriente.

“È stato un fallimento colossale dello Stato di Israele, fondato per difendere gli ebrei nella nostra terra” ha detto l’ex premier Naftali Bennett, uno dei principali rivali politici di Netanyahu. Bennett, alla guida di B’Yachad, l’alleanza nata dalla convergenza con il leader dell’opposizione Yair Lapid in vista delle elezioni del 27 ottobre, è stato primo ministro per un anno tra il 2021 e il 2022. L’altro rivale di Netanyahu Gadi Eisenkot, leader del partito di opposizione Yashar!, ha incontrato le famiglie in un rifugio antiaereo dove molti sono stati uccisi mentre cercavano di fuggire e nel corso della mattinata, ha visitato il luogo in cui si stava svolgendo il Nova Festival e dove furono uccise 378 persone.

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