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Proteste in Francia, il ministro dell’Interno blocca l’uso delle granate stordenti da parte degli agenti. La polizia avvia 18 indagini sulle accuse di abusi

La decisione di Nunez dopo che un 15enne ha avuto una mano amputata. Per i Socialisti vanno tolti anche i lanciatori di proiettili di gomma Lbd. Intanto continuano le manifestazioni in vista del IV atto di giovedì 8 ottobre
Proteste in Francia, il ministro dell’Interno blocca l’uso delle granate stordenti da parte degli agenti. La polizia avvia 18 indagini sulle accuse di abusi
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È in un clima di altissima tensione che continuano le proteste degli studenti in tutta la Francia. Mentre il numero di persone fermate dalla polizia ha superato le 6mila e di fronte alle denunce di “repressione brutale”, oggi il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha deciso di lanciare un segnale sospendendo l’uso della granate stordenti, finite sotto accusa dopo che un 15enne a Lens ha avuto una mano amputata. Per i Socialisti non è abbastanza e hanno chiesto che vengano bloccati anche i cosiddetti Lbd, i lanciatori di proiettili di gomma in uso agli agenti e che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbero fatto perdere la vista a un 16enne a Tours. “Quanti altri giovani dovranno rimanere sfigurati?“, ha dichiarato il segretario del Ps in riferimento ai lanciatori di proiettili di difesa. La Francia è tra i pochi Paesi dell’Unione europea ad avere questo tipo di armi in dotazione delle forze dell’ordine.

Intanto, l’Ispettorato generale della polizia ha avviato 18 indagini, per far luce su altrettanti casi avvenuti negli ultimi giorni, tra cui una presunta aggressione sessuale nei confronti di una manifestante. Un’inchiesta interna è stata aperta anche sul video diffuso sui social network che mostra un fuoristrada della Police Nationale lanciarsi ad alta velocità in direzione dei manifestanti a Dunkerque, nel Nord del Paese.

Le proteste continuano. I sindacati: “Giovedì di nuovo in piazza”

Mentre il governo assicura che la partecipazione stia scemando, continuano le mobilitazioni in tutto il Paese. A metà mattina sono stati alcuni sindacati del settore educazione (Snes-FSU, CGT, Force Ouvrière e SUD) ad annunciare che giovedì 8 ottobre saranno di nuovo a fianco degli studenti per l’atto IV della mobilitazione. “Noi ci saremo”, ha dichiarato Sophie Vénétitay, segretaria generale dello SNES-FSU, primo sindacato della scuola secondaria a nome delle altre formazioni.

Ma la mobilitazione continua ad andare avanti anche in queste ore. Oggi a farsi sentire sono stati gli studenti di Sciences Po Paris, uno degli atenei più prestigiosi della Francia. Diverse centinaia di manifestanti sono stati allontanati dalle forze dell’ordine dopo che avevno costruito una barricata di cassonetti sul boulevard Saint-Germain, tra i più eleganti della capitale. Secondo l’agenzia France Presse, mentre i manifestanti iniziavano a intonare La Marsigliese, diversi studenti hanno formato una catena umana a pochi centimetri dagli scudi dei gendarmi, in un’atmosfera tesissima. Thomas Portes, deputato de la France Insoumise (Lfi), presente alla mobilitazione ha denunciato come “si è passati da una mobilitazione pacifica e tranquilla a un intervento sproporzionato della polizia, con cariche, uso di scudi e gas lacrimogeni”, ha dichiarato a BfmTv. “Credo che queste persone non si rendano conto del livello di repressione che esercitano su giovani che chiedono semplicemente di avere insegnanti, carta igienica e la possibilità di studiare in modo dignitoso”.

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