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Meloni ad Amatrice, applausi e incontro coi familiari delle vittime: “Vogliamo dare risposte”. L’omelia di Zuppi: “Il processo non è compiuto”

La presidente del Consiglio è arrivata in elicottero e ha deposto una corona per ricordare le vittime del sisma di 10 anni fa. Poi l'abbraccio con un parente e la messa celebrata dal cardinale
Meloni ad Amatrice, applausi e incontro coi familiari delle vittime: “Vogliamo dare risposte”. L’omelia di Zuppi: “Il processo non è compiuto”
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L’elicottero con a bordo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è atterrato pochi minuti prima delle ore 16.30 ad Amatrice, dove la premier era attesa per le celebrazioni del decennale del terremoto del 24 agosto 2016. Dopo i fischi di Taranto, Meloni è stata accolta da applausi e urla di incoraggiamento, qualcuno le ha gridato ‘forza Giorgia’. Poi è calato il silenzio per la deposizione di una corona di alloro al Monumento alle vittime. Poco dopo, la premier insieme al commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha incontrato privatamente i familiari delle vittime del sisma del 2016.

“L’emozione per l’incontro è grande, ma è più grande l’impegno perché noi vogliamo soprattutto dare risposte, continuare a dare risposte”, ha affermato Meloni lasciando il campo sportivo di Amatrice al termine della messa officiata dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei. Poco dopo la sua partenza, sui canali social della premier è subito apparso un video della sua visita ad Amatrice: “Grazie per l’accoglienza, per il calore e soprattutto per la straordinaria determinazione con cui state ricostruendo il vostro futuro. Siamo con voi. Con rispetto, gratitudine e impegno. Oggi e ogni giorno”, ha scritto Meloni.

Nella sua omelia, Zuppi ha avvertito: “Sono stati dieci anni duri. Il processo non è compiuto, consapevoli del molto che è stato fatto, siamo ancora sospesi: ‘Amatrice non c’è più e non c’è ancora‘, ma pezzo per pezzo riappare, in uno sforzo che ha delle proporzioni gigantesche”. “Quando si rimane distanti gli uni dagli altri o quando non c’è ancora la piazza del paese è difficile, ma siamo sicuri che tornerà a essere piena di persone”, ha aggiunto il cardinale celebrando la messa. “Dipende anche da ognuno di noi – ha sottolineato -. Non interessano polemiche, ma l’impegno di tutti, a cominciare dallo Stato e dalle sue istituzioni, dalla Chiesa, dalla passione e dalla creatività di ognuno. C’è molto da fare ma il peggio è alle spalle”.

La presenza della premier Meloni ha portato con sé misure di sicurezza imponenti. Da questa mattina decine di uomini delle forze dell’ordine hanno presidiato il centro di Amatrice, le vie d’accesso al paese e la zona rossa, il campo sportivo ‘Paride Telisi’, dove si svolge la messa del cardinale Zuppi. Sono presenti equipaggi del Reparto mobile della Polizia e dei carabinieri, squadre di cinofili e artificieri.

Nel corso della cerimonia c’è stato tuttavia un fuoriprogramma: davanti al memoriale delle 239 vittime, un cittadino di Amatrice che ha perso parte della famiglia nel sisma del 2016 ha provato ad avvicinarsi alla premier per parlarle, ma è stato fermato dal sindaco Cortellesi. Finita la cerimonia, Meloni sì è avvicinata all’uomo per scambiare due parole con lui. “Sono riuscito a parlarle e mi ha abbracciato. È stata l’emozione più bella della mia vita”, ha dichiarato l’uomo a LaPresse.

La presenza di Rocca e Marsilio, le parole del sindaco

Prima dell’arrivo della premier Meloni, hanno parlato anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi. “Ho il ricordo di quel giorno, quando ero in un’altra veste e fui presente qui vicino alla popolazione di Amatrice”, ha detto Rocca. “Il tema oggi è praticamente accelerare la ricostruzione. L’ultimo provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri e dal commissario introduce ulteriori strumenti“. “La ferita più grande è la lentezza – ha aggiunto Rocca, riferendosi anche all’ospedale di Amatrice -. Lo dico senza nascondermi dietro un dito”. “Fino a oggi c’è stata grande lealtà e collaborazione istituzionale”, ha concluso Rocca.

Il sindaco Cortellesi ha ricordato che il decimo anniversario “non è una ricorrenza qualunque. Ma un momento importante di riflessione e di bilanci su ciò che è stato fatto e ciò che deve essere ancora fatto”. Il primo cittadino ha chiesto “un salto di qualità alla ricostruzione, che come ho sempre detto, non è soltanto fisica, strutturale, logistica, ma anche economica, sociale, culturale, finalizzata a quel ripopolamento delle aree appenniniche che sia il governo centrale, sia la Regione Lazio, hanno messo al centro delle loro politiche”.

Presente ad Amatrice anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio: “Siamo qui per testimoniare la vicinanza al popolo e per condividere questa tragedia”. “Siamo qui – ha aggiunto – per rappresentare e testimoniare anche l’impegno a fare in modo che tutta quella sofferenza possa trovare una fine e si possa procedere sulla strada della ricostruzione, con l’accelerazione che ha già ricordato il sindaco. Possiamo testimoniare con i numeri che ci dà oggi la speranza di vedere la luce in fondo al tunnel”, ha concluso Marsilio. Una luce in fondo al tunnel di cui si parla però quando già sono passati 10 anni.

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