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Sanzioni all’Iran, gli Usa lanciano l’Operation Economic Outcast: “Taglieremo ogni sostegno al regime. Cina? Colpiamo chiunque faccia affari con Teheran”

"Metteremo fine all’accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano", ha detto Bessent avvertendo coloro che agevolano l’Iran: "Non mettete alla prova la nostra determinazione. Il presidente sta già contattando i leader mondiali, avanzando richieste specifiche affinché cessino le loro interazioni con Teheran"
Sanzioni all’Iran, gli Usa lanciano l’Operation Economic Outcast: “Taglieremo ogni sostegno al regime. Cina? Colpiamo chiunque faccia affari con Teheran”
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Il D-Day annunciato dall’amministrazione americana per imporre nuove sanzioni all’Iran e a qualsiasi altro Paese faccia affari con la Repubblica islamica è arrivato. E, come assicura il segretario al Tesoro, Scott Bessent, non risparmierà nessuno, nemmeno la Cina. Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver allargato le sanzioni nei confronti degli ayatollah, colpendo cinque settori chiave come gli asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. Un’iniziativa ribattezzata Operation Economic Outcast che, come dichiarato nei giorni scorsi, ha l’obiettivo di “creare il più pesante isolamento” nella storia dell’Iran: “Il nostro obiettivo – ha ribadito Bessent – è tagliare ogni linfa economica che sostiene il regime”.

Se non riesci a farlo con l’uso della forza, è il messaggio di Washington, provaci con il cappio delle sanzioni. Così, nei giorni scorsi, allo scadere dei due mesi di tempo dalla tregua che le parti si erano date per arrivare a un accordo di pace che comprendesse anche la gestione dello Stretto di Hormuz, gli Usa avevano fatto capire che, complice anche la scarsità di missili intercettori per garantire la propria sicurezza e quella dei propri alleati, avrebbero iniziato a colpire l’Iran sul piano economico e non militare. Donald Trump lo ha ribadito anche nella giornata di lunedì: “L’Iran sta completamente collassando”, ha dichiarato.

Per cercare di isolare il più possibile la Repubblica islamica, l’amministrazione ha elaborato sanzioni che colpiscano duramente anche chiunque cerchi in qualche modo di fare affari o dare sostegno al Paese mediorientale. “Metteremo fine all’accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano”, ha detto Bessent avvertendo coloro che agevolano l’Iran: “Non mettete alla prova la nostra determinazione. Il presidente sta già contattando i leader mondiali, avanzando richieste specifiche affinché cessino le loro interazioni con Teheran”.

Nessuno, insomma, verrà risparmiato dalle ritorsioni americane, assicurano da Washington. Nemmeno i due Paesi più importanti legati per motivi diversi all’Iran: la Russia e la Cina. Proprio sulla posizione di Pechino si sofferma anche Bessent: “Nessuno è al di sopra delle sanzioni secondarie americane – ha garantito – Chi facilita transazioni con l’Iran, sarà preso di mira. Coloro che si legano al regime iraniano devono aspettarsi di condividere l’isolamento di un regime in declino“. Lo stesso vale per la Russia, storico alleato che con l’Iran fa importanti affari anche nel settore della difesa, con Teheran che rifornisce il Cremlino dei suoi droni utilizzati massicciamente nel conflitto ucraino. Nuove, dure sanzioni indirette a Mosca da parte di Washington potrebbero ulteriormente complicare i rapporti tra Trump e Putin, allontanando ancora di più la speranza di un accordo di pace sull’Ucraina.

Bessent, poi, si è rivolto, come fatto più volte anche da Trump, all’esercito iraniano, appellandosi ai suoi soldati nel tentativo di stimolare una rivolta interna: “Ai soldati semplici che sostengono questo regime, mentre sempre più dei vostri stipendi smettono di arrivare o, come vi viene detto, sono semplicemente in ritardo, chiedetevi se i vostri comandanti stiano conducendo il vostro Paese verso il trionfo o verso la rovina. E ricordate che il Muro di Berlino cadde quando i soldati semplici decisero di non sparare contro il proprio popolo”.

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