Il mondo FQ

È woke o no la battaglia per i diritti civili o sociali? Io lascerei stare la rincorsa alle etichette

Gli stipendi arretrano, il razzismo e il sessismo avanzano, i diritti (di ogni tipo) scompaiono, la ricchezza si concentra nelle tasche di pochissimi
È woke o no la battaglia per i diritti civili o sociali? Io lascerei stare la rincorsa alle etichette
Icona dei commenti Commenti

Disgiungere la lotta contro la discriminazione da quella contro la diseguaglianza è ciò che hanno fatto liberal-liberisti di centrosinistra (anche di casa nostra), così come l’ultradestra. Risultato? Da decenni in Italia non facciamo passi avanti. Su nessun piano. Gli stipendi arretrano, il razzismo e il sessismo avanzano, i diritti (di ogni tipo) scompaiono, la ricchezza si concentra nelle tasche di pochissimi.

1,8 milioni di donne hanno subito molestie sul posto di lavoro. Arriviamo a 2 milioni se aggiungiamo coloro che hanno subito ricatti. Quasi sempre a molestare e ricattare sono uomini in posizioni di maggior potere: capi, superiori, dirigenti. Perché il sessismo, come ogni forma di oppressione e discriminazione, è una relazione di potere.

Donna è quasi sempre il soggetto della principale forma di “lavoro ombra”: il lavoro domestico e di cura. Un lavoro spesso nascosto, occultato e che pure occupa a volte l’intera esistenza di tantissime persone. Non è un caso se le donne che lavorano dichiarano di avere meno tempo libero durante i giorni feriali rispetto agli uomini.

E ciò è vero non solo per chi ha un impiego “formale”: il 7,4% delle casalinghe afferma di non avere alcun tempo libero nei giorni feriali (rapporto Istat, Il tempo libero: disponibilità, percezione e soddisfazione, 2026).

Un miglior equilibrio tra uomini e donne in queste forme di “lavoro ombra” sarebbe un vantaggio collettivo: un congedo paritario obbligatorio, ad esempio, permetterebbe ai padri di poter godere di maggior tempo “liberato” dal lavoro salariato per poterlo dedicare alla cura dei figli, della famiglia, della casa, e avrebbe anche una potenzialità educativa, emancipatoria.

È una battaglia per un diritto civile o sociale? Woke o no?

La certezza è che alle soglie del 2027 questo benedetto congedo paritario obbligatorio ce l’ha la Spagna (17 settimane retribuite al 100%), ma noi no. Perché né le destre oggi al Governo né il centrosinistra che pure c’è stato parecchio in questi anni l’hanno introdotto, sebbene oggi dai banchi dell’opposizione un pezzo del campo largo ne faccia una bandiera.

Nell’Italia dei salari da fame – regalo di un’intera classe dirigente e non solo del governo Meloni –, giovani lavoratori, donne lavoratrici e migranti lavoratrici e lavoratori sono in fondo alla già terribile classifica. A loro gli stipendi più bassi, i tassi di precarietà più alti. Secondo il Ministero del Lavoro, la retribuzione dei lavoratori migranti nel 2023 è stata mediamente del 32,6% inferiore a quella di quelli italiani. Secondo Odm Consulting, il gender pay gap, invece, risulta in media pari al -10,4%.

Un salario minimo di 12€ lordi l’ora non risolverebbe il problema, ma agendo soprattutto sulle paghe orarie più basse sarebbe un sostegno agli stipendi di chi è in fondo alla classifica salariale: per l’appunto donne, giovani, migranti. C’è chi potrebbe lanciare l’accusa di agire solo a favore delle “minoranze”, magari per questo il governo giallo-rosa non l’ha approvato, (all’epoca soprattutto per la contrarietà del Pd).

Se in tutto il Paese ogni anno muoiono sul lavoro (o “in itinere”) quasi 1.500 lavoratori e lavoratrici, uno su tre è migrante (nel 2025 pari al 32%, secondo l’Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro). Sovra-rappresentati nella classifica delle vittime degli omicidi sul lavoro, dato che costituiscono “solo” il 10,5% del totale di chi lavora.

Non muoiono per ignoranza o imperizia, come qualche campione dell’ultradestra ha affermato senza vergogna, ma perché impiegati nei settori a maggior rischio – con controlli insufficienti pure perché gli organismi preposti sono stati sistematicamente indeboliti dai governi di ogni colore – e perché più ricattabili: se perdendo il lavoro rischi di perdere non solo la tua fonte di reddito e di sopravvivenza, ma anche il “diritto” di restare sul territorio italiano, diventa più difficile rivendicare “sicurezza”.

Le battaglie per la “cittadinanza” per le persone straniere, per l’abolizione della Bossi-Fini che crea questo meccanismo di precarizzazione e ricattabilità, sono per un diritto civile o sociale? Woke o no? Migliorerebbero l’esistenza materiale di milioni di persone e la certezza è che né il Conte dei decreti sicurezza (Conte 1) né quello della lotta alle diseguaglianze dalle colonne di Repubblica (ma già prima, ai tempi del Conte 2 con il Pd) hanno mai nemmeno avviato un percorso di questo tipo.

Sessismo e razzismo agiscono non solo su un piano che qualcuno definirebbe “culturale”; sono invece armi dispiegate nella relazione capitale/lavoro, dentro e fuori i posti di lavoro.

Le diseguaglianze e le gerarchie si costruiscono e cristallizzano infatti anche sulla base della discriminazione. Combattere le diverse forme di oppressione significa combattere al contempo le relazioni di sfruttamento e, quindi, le diseguaglianze. Separare o addirittura contrapporre queste lotte è uno dei segreti della nostra impotenza.

La classe lavoratrice è una, sebbene frammentata, multiforme e disomogenea. Una strategia di riscatto non può che partire da una semplice idea: sostenere, appoggiare e organizzare ogni cosa che fa bene a questa “nuova Italia”; rifiutare, respingere e combattere ogni cosa che le fa danno. La rincorsa alle etichette la lasciamo a chi, a destra come nel campo largo, vuole che nulla cambi.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione