Il Papa a San Marino: “La libertà si realizza nella comunione e nel dialogo. Tuteliamo il diritto internazionale, oggi calpestato”
Il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Domenico Beneventi, lo ha definito “il più grande spettacolo dopo il Big Bang”. Una citazione di Jovanotti per esprimere il grande entusiasmo che ha accompagnato la visita di Papa Leone XIV a San Marino. La cerimonia di benvenuto, con l’accoglienza dei Capitani Reggenti della Repubblica, Alice Mina e Vladimiro Selva, è stata solo il primo appuntamento di una giornata molto intensa per il Pontefice. Dopo il suo discorso alle autorità e la visita nella basilica per l’adorazione eucaristica e l’omaggio alle reliquie di Marino, una tappa a Pennabilli, per un pranzo nel convento delle monache agostiniane. Nel pomeriggio, l’appuntamento più atteso: il bagno di folla al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. Il Pontefice è stato acclamato da circa 60mila persone. Si tratta di una visita storica: l’ultimo Papa a presenziare all’evento di Cl era stato Giovanni Paolo II nel 1982, 44 anni fa. Infine, alle 18, l’ultimo atto della densa giornata di Leone, con la messa nel porto di Rimini.
Il bagno di folla a Rimini: Leone accolto con cori da stadio
Decine di migliaia le persone ad accogliere il Pontefice. Sia all’esterno che all’interno dei padiglioni. I giovani hanno intonato, al suo arrivo, cori da stadio. Tra le personalità presenti anche monsignor Nicolò Anselmi, vescovo di Rimini, il presidente della Regione Emilia Romagna Michele de Pascale, il prefetto di Rimini Giuseppina Cassone e dal sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad. Il Papa successivamente è stato accolto dal presidente del Meeting Bernhard Scholz, dal presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione Davide Prosperi, e dal direttore del Meeting, Francesco Perazzini. Prima del suo intervento il Papa ha visitato i padiglioni. Prima tappa è stata la mostra dedicata a Sant’Agostino, dove ad aspettarlo c’era il superiore degli agostiniani, Joseph Farrell, e il Cardinale di Algeri Jean-Paul Vesco.
In mattinata, il discorso alle autorità di San Marino
“La libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo”. È stato il primo messaggio lanciato questa mattina dal Papa, nel suo discorso iniziale di fronte alle autorità di San Marino. Talvolta, ha continuato il Pontefice, ci troviamo “di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere. Nella visione cristiana, libertà e comunione – ha rimarcato – stanno o cadono insieme”. Il Papa ha dunque reso omaggio a tutte quelle persone che difendono la libertà anche pagando costi personali. “Promuovere la libertà comporta difendere gli spazi della coscienza. E qui il pensiero va ai tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza. Saldamente formati dalla ricerca della verità, essi sono pienamente responsabili delle proprie decisioni e dunque liberi da ogni vincolo che non sia quello, proprio della creatura, che li lega a Dio”. Il Papa ha ringraziato la Repubblica di San Marino per il suo costante impegno per la pace. “Libertas, per voi, vuol dire anche un impegno mai venuto meno di una partecipazione attiva e positiva alla costruzione della pace. Trovo una particolare consonanza con l’atteggiamento della Santa Sede. Per questo condividiamo la stima per la diplomazia e per il multilateralismo, quali vie privilegiate per coltivare le relazioni internazionali e promuovere l’intesa tra le Nazioni”, ha dichiarato Leone XIV.
“Tuteliamo il diritto internazionale umanitario, oggi calpestato”
Il Papa ha poi sottolineato la sua “tradizione di accoglienza, che non è mai venuta meno lungo i secoli nei confronti di chi soffre ed è nella prova. Recentemente, si è mostrata con il sostegno e l’ospitalità al popolo ucraino”, “come pure nell’impegno in favore del diritto internazionale umanitario in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato”. Per Leone “tale sensibilità è anche frutto della tradizione cristiana di questo Paese e della costante e positiva collaborazione fra le autorità politiche e il vescovo nella ricerca del bene comune”. E ai giovani: “Non abbiate paura di fare scelte esigenti, come il matrimonio, la consacrazione, il ministero ordinato, la vita professionale, l’impegno sociale e politico; preparatevi nel modo migliore possibile alle responsabilità che vi attendono. Lasciatevi coinvolgere in iniziative e progetti di carità e di giustizia. Così contribuirete anche voi a dare una testimonianza di pace che parla al mondo”. “Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti – ha proseguito – in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell’altro. Di fronte a queste derive inquietanti, la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo”. Il Papa a San Marino è stato accompagnato da una delegazione vaticana ai massimi livelli, con il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, il Sostituto, monsignor Paolo Rudelli, e il Segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher, a segnare il carattere internazionale della visita nella Repubblica del Titano.