Spagna, la mossa di Sanchez prima del voto anticipato è in 2 decreti: “Prestiti per 10 miliardi fino a 50mila euro a tasso zero per chi acquista la prima casa”
Due nuovi decreti legge per far fronte all’emergenza abitativa dopo che i due decreti precedenti sono stati bocciati dal Parlamento la scorsa settimana, portando alla caduta del governo. Pedro Sanchez cala l’asso prima delle elezioni anticipate da lui stesso convocate lunedì. Tra le 21 principali misure ci sono “la facilitazione dell’accesso ad affitti accessibili e alla proprietà immobiliare, con agevolazioni fiscali e incentivi per i piccoli proprietari, e una novità importante: una linea di finanziamento da 10 miliardi di euro con prestiti a tasso zero fino a 50mila euro per chi acquista la prima casa”, ha spiegato il primo ministro spagnolo in conferenza stampa alla Moncloa annunciando che i due testi sono stati approvati dal Consiglio dei ministri.
“Sono misure di senso comune”, “che aumentano l’offerta, danno stabilità e tranquillità ai piccoli proprietari e agli inquilini”, “proteggono le persone vulnerabili” e che vanno contro i “fondi speculativi”, ha aggiunto Sanchez. Le misure, che “mantengono l’essenza dei due precedenti decreti”, ha proseguito “pongono ordine dove oggi c’è un mercato disfunzionale che non obbedisce a logica dell’offerta e della domanda a causa della speculazione“.
“L’opinione pubblica è decisamente favorevole all’intervento in un mercato che non funziona ed è proprio questo che promuovono queste misure, sulle quali molti hanno votato ‘no'”, ha detto ancora Sanchez riferendosi alla bocciatura dei due decreti arrivata venerdì con i voti del Partito Popolare, di Vox e della forza di destra catalanista Junts che lo ha portato a convocare le elezioni anticipale il 29 novembre. “Non era una questione ideologica, era una questione di umanità”, ha proseguito, dicendosi “convinto che se la maggioranza in Parlamento volta le spalle ai cittadini su una delle questioni che più li preoccupano, come l’edilizia abitativa, i cittadini devono eleggere un nuovo Parlamento“. “Fino ad allora – ha aggiunto -, il governo continuerà a governare, fornendo soluzioni ai problemi dei cittadini”. “Non permetteremo che ci sia nessuno sfratto in più come quello di Maricarmen“, “il governo non getta la spugna né abbandona i cittadini”.
I due decreti dovranno essere approvati entro trenta giorni, ma non passeranno di nuovo per il Congresso. Il voto di convalida spetterà alla Diputación Permanente, la Commissione Parlamentare Permanente, organo legislativo ridotto che rimane attivo e mantiene i poteri del Parlamento proprio durante i periodi di transizione elettorale o di scioglimento delle Camere.
Nella Diputacion Permanente gli equilibri di potere differiscono da quelli del Parlamento in seduta plenaria. I suoi poteri sono disciplinati dall’articolo 78 della Costituzione spagnola, che specifica anche che i gruppi parlamentari sono qui rappresentati in proporzione alla loro importanza numerica: il Partito popolare ha 27 seggi contro i 25 del Psoe. Sei sono i seggi di Vox, altrettanti quelli di Sumar. Hanno un membro a testa Pnv, En Bildu, Erc, Junts e il Gruppo misto, ovvero Ione Belarra di Podemos. Con questa ripartizione, il blocco che ha votato contro i decreti la scorsa settimana – Popolari, Vox e Junts – si troverebbe in minoranza con 34 voti contro i 35 detenuti dal governo e dai suoi alleati.