World Central Kitchen, Israele archivia l’indagine penale sull’uccisione dei 7 operatori umanitari. Governo australiano: “Indignati”
È un “periodo difficile” per le relazioni tra Australia e Israele: a usare queste parole è stata proprio Penny Wong, ministra degli Esteri australiana, che si è detta “indignata” per la decisione di archiviare l’indagine penale sulla morte dei sette operatori umanitari a Gaza, tra cui l’australiana Zomi Frankom, durante l’attacco alla World Central Kitchen nell’aprile 2024. “Il governo australiano ha appreso della decisione di Israele nella tarda serata di ieri, pochi istanti prima che venisse annunciata, nella Giornata Mondiale Umanitaria, il che è particolarmente offensivo per i cari di Zomi, per gli operatori umanitari e per tutti gli australiani”, ha affermato Wong, aggiungendo che, in attesa di stabilire quali saranno i prossimi passi, è stato convocato l’ambasciatore israeliano Hillel Newman, mentre quello australiano in Israele dovrà “comunicare direttamente le nostre posizioni” al governo di Benjamin Netanyahu.
Newman ha espresso solidarietà alla famiglia Frankom ma ha difeso la decisione israeliana di non avviare indagini penali, nonostante lo stesso primo ministro avesse ammesso in passato che il raid aveva ucciso “involontariamente” gli operatori umanitari. Israele si è limitato alla rimozione di due ufficiali e al richiamo disciplinare di altri tre: una misura ritenuta insufficiente dal governo di Canberra, che ha sottolineato che restano “molte domande senza risposta” e ha chiesto di poter esaminare le registrazioni dei droni durante l’attacco. “Zomi rappresentava il meglio dell’Australia. Il suo coraggio merita di essere celebrato. La sua famiglia merita giustizia”, ha affermato Wong, concludendo che “questa decisione è ben lontana dalla responsabilità che ci aspettiamo.”