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Francia, a Marsiglia gli studenti non hanno “cosparso di benzina” il preside. La smentita dell’ufficio scolastico: “Raggiunto da schizzi”

A diffondere la notizia era stato un comunicato della Regione amministrata dall'ex esponente dei Républicains. Poi rilanciata anche dal ministro dell'Istruzione. Poco dopo la rettifica ufficiale che però è stata nella maggior parte dei casi ignorata dai media
Francia, a Marsiglia gli studenti non hanno “cosparso di benzina” il preside. La smentita dell’ufficio scolastico: “Raggiunto da schizzi”
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Il preside e il vice-preside del lycée Victor Hugo di Marsiglia non sono stati cosparsi di benzina durante le proteste degli studenti del primo ottobre. Né è successo alla segretaria e all’altro membro dell’équipe scolastica sul posto. I quattro sono stati “raggiunti da schizzi mentre alcune persone versavano il carburante nei cassonetti”. A smentire la notizia, diffusa in un primo momento dalla Regione e rilanciata dallo stesso ministro dell’Educazione, è stato l’ufficio scolastico regionale di Aix-Marsiglia insieme alla prefettura: la prima ricostruzione è finita sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali e italiani, la rettifica è stata nella maggior parte dei casi ignorata dai media. I primi a cercare di ridimensionare i fatti sono state le testate locali, seguiti dal fact-checking di Libération. Sui siti di tutto il mondo restano le foto con i cassonetti bruciati e i titoli sul preside aggredito, in pochi segnalano l’errore.

Tutto inizia alle 10 del primo ottobre quando la Regione Sud-Paca, governata dall’ex esponente dei Républicains Renaud Muselier, invia alla stampa un comunicato di denuncia: “Al liceo Victor-Hugo di Marsiglia, è stata superata una soglia inaccettabile”, scrivevano. “Si è verificato un tentativo di incendio all’interno dell’istituto, provocando il caos davanti al liceo. La porta d’ingresso, incendiata, rischia ora di crollare e necessita di una messa in sicurezza urgente. Il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un membro dell’équipe scolastica sono stati aggrediti e cosparsi di benzina“. Quindi, l’accusa diretta agli avversari politici: “I deputati de la France Insoumise hanno una pesante responsabilità in questo caos. Legittimare i violenti per cinismo elettorale non è politica: è un tradimento civico”. La nota arriva ai media e viene rilanciata anche dalle agenzie di stampa italiane: in un attimo apre i siti. Il ministro Édouard Geffray, dopo un’oretta circa, scrive un post su X e, di fatto, conferma la versione: “Un liceo incendiato, membri del personale cosparsi di benzina, un bilancio dei feriti che continua ad aggravarsi”, si legge ancora, “le violenze commesse da questa mattina nei pressi dei licei sono di estrema gravità. Vanno ben oltre la sola questione della scuola”. Gli va dietro, poco dopo, il candidato alle presidenziali ed ex ministro dell’Istruzione Gabriel Attal che fa un passo in più: tagga direttamente il leader de la France Insoumise Jean-Luc Mélenchon: “Pensate che cospargere di benzina un preside sia violenza legittima?”.

Come ricostruisce Libération, la smentita però arriva e anche abbastanza in fretta. La prima a farsi sentire è la prefettura che, alle 11.52 scrive ai giornali locali: “Il rettorato precisa che i dirigenti non sono stati presi direttamente di mira dai giovani” con la benzina, ma sono stati “raggiunti da schizzi”. Segue la smentita dell’ufficio scolastico regionale. Troppo tardi: i disordini, che ci sono stati e anche importanti, restano su tutte le pagine dei giornali. Telecamere e fotografi riprendono il portone incendiato secondo varie angolazioni. In pochi, a più di 24 ore dalla smentita, si preoccupano di precisare che nessuno studente ha preso di mira la dirigenza della scuola per cercare di dare loro fuoco.

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