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La carriera di Nick Kyrgios: le magie, le polemiche e ora la cocaina. Chi è il tennista che ha sabotato il suo talento - 3/3

L'australiano pizzicato positivo a un controllo antidoping di giugno a Maiorca. Per anni ha attaccato l'altoatesino per il caso Clostebol. Ora scrive: "Ho commesso un enorme errore"
La carriera di Nick Kyrgios: le magie, le polemiche e ora la cocaina. Chi è il tennista che ha sabotato il suo talento - 3/3
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La carriera di Nick Kyrgios: le magie, le polemiche e ora la cocaina. Chi è il tennista che ha sabotato il suo talento

Nick Kyrgios è stato per oltre un decennio una delle più grandi anomalie del tennis mondiale: talento smisurato, servizio devastante, colpi impossibili e una carriera vissuta spesso sul confine tra spettacolo e autodistruzione. Australiano, classe 1995, si presenta al grande pubblico a Wimbledon nel 2014: ha 19 anni, è numero 144 del mondo e agli ottavi elimina Rafael Nadal. In seguito riuscirà a vincere anche il primo confronto con Roger Federer e quello con Novak Djokovic. Eppure non salirà mai oltre il numero 13 del ranking.

In carriera conquista solo sette titoli ATP, ma il meglio arriva nel 2022. Vince l’Australian Open di doppio insieme all’amico Thanasi Kokkinakis e soprattutto raggiunge la finale di Wimbledon, da numero 40 del mondo, perdendo in quattro set contro Djokovic. Pochi mesi dopo arriva fino ai quarti agli US Open, dove viene eliminato in cinque set da Karen Khachanov. È il momento in cui Kyrgios sembra finalmente vicino a trasformare il suo talento in continuità. Non ci riuscirà mai.

Ma alla sua carriera appartengono altrettanto le polemiche. Insulti agli arbitri, racchette distrutte, discussioni con il pubblico e partite giocate senza apparente impegno gli costano multe e squalifiche: nel 2016 viene fermato per otto settimane dopo il caso di Shanghai, nel 2019 riceve una maxi-multa dopo l’ennesima esplosione a Cincinnati. Anche Wimbledon 2022 è accompagnato da sanzioni e scontri.

Poi il fisico presenta il conto. Dal 2023 Kyrgios convive con problemi al ginocchio e soprattutto con una grave lesione al polso, sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Per lunghi periodi scompare dal circuito e i tentativi di rientro restano intermittenti.

Ora arriva un nuovo capitolo. Oggi l’Itia ha reso pubblico che Kyrgios è risultato positivo alla benzoilecgonina, metabolita della cocaina, in un controllo effettuato il 22 giugno al torneo di Maiorca. È sospeso provvisoriamente dal 4 agosto e finora non ha presentato ricorso. “Ho commesso un errore gravissimo e me ne assumo la piena responsabilità”, ha scritto. Una vicenda che pesa ancora di più considerando quanto Kyrgios fosse stato duro negli ultimi anni sul caso Clostebol di Jannik Sinner, arrivando a invocare una squalifica di due anni.

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