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Ultimo aggiornamento: 19:15 del 19 Agosto

Il monte Morrone nella morsa delle fiamme: la battaglia dell’Abruzzo contro gli incendi. Marsilio: “La prevenzione? Colpa degli ambientalisti”

Al lavoro vari mezzi di Protezione civile, vigili del fuoco ed Esercito, impegnati anche sei mezzi aerei. Razionata l'acqua a Sulmona, per il sindaco di Roccacasale il fuoco è partito da un fulmine
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Sono passate quasi due settimane e ancora non si fermano gli incendi in Abruzzo, dove la Protezione civile, i vigili del fuoco e l’Esercito sono al lavoro per contenere le fiamme sul Monte Morrone. Ieri, 18 agosto, sul campo erano presenti sei mezzi aerei, di cui due canadair, e oltre 100 persone, oltre al mezzo tagliafuoco arrivato da Roma che ha permesso di mettere in sicurezza zone sensibili come il centro abitato del comune aquilano di Roccacasale, gli allevamenti e i boschi circostanti.

Le fiamme sono arrivate a 500 metri dalle prime abitazioni di Roccacasale e hanno richiesto diversi interventi straordinari per contrastare l’emergenza: a Sulmona il sindaco Luca Tirabassi ha firmato un’ordinanza che vieta di prelevare acqua a uso agricolo ed extra agricolo dalle vasche consortili e di irrigare alcune colture fino al completo spegnimento delle fiamme, con multe previste tra i 25 e i 500 euro. Il sindaco di Roccacasale, Enrico Pace, ha ipotizzato che il rogo possa essere stato innescato da un fulmine per la difficile raggiungibilità del posto da cui è partito, ma ha precisato che sarà “chi di dovere” a chiarire le cause.

Nel frattempo, si legge sulle testate locali, altri fronti restano attivi in provincia dell’Aquila: a Rocca di Cambio operano un elicottero, 10 volontari con 2 mezzi, vigili del fuoco e dos via terra; a Bisegna sono in azione 8 volontari con 3 mezzi, 14 vigili del fuoco con 5 mezzi e due elicotteri; a Montereale 4 volontari con un mezzo e 4 vigili del fuoco, mentre a Rocca San Giovanni, in provincia di Chieti, 6 volontari sono al lavoro con 2 mezzi insieme all’unità boschiva dei vigili del fuoco.

Gli incendi hanno riproposto il tema della prevenzione delle zone di montagna e boschive perché in varie situazioni è stato necessario aprire vie di accesso in zone irraggiungibili per via della vegetazione fitta. Il presidente della Regione Marco Marsilio, a domanda sul punto della tv locale Onda TV, ha risposto così: “Sarebbe curioso capire se in tempo di pace qualcuno arrivasse con i bulldozer a buttare giù tonnellate di alberi, qualche migliaio di alberi per creare strade e sentieri, quale sarebbe il dibattito che ne scaturirebbe se non troveremmo qualche angelo custode degli alberi che si mette con i cartelli del no, che si incatena al primo alberello che dovrebbe essere spallato”.

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