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L'esperto: “È una buona notizia, ma no a facili entusiasmi" - 4/4

La ricerca pubblicata su Cancer Research apre una nuova ipotesi sul possibile ruolo del sildenafil contro le metastasi, ma l'oncologo Massimo Di Maio invita alla cautela
L'esperto: “È una buona notizia, ma no a facili entusiasmi" - 4/4
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L’esperto: “È una buona notizia, ma no a facili entusiasmi”

Quali vantaggi offre il drug repurposing rispetto allo sviluppo di una nuova molecola?

“Il principale vantaggio è che si parte da farmaci di cui conosciamo già tossicità e tollerabilità e che spesso sono disponibili come generici, con costi molto inferiori rispetto a nuove molecole. Questo può abbreviare parte del percorso di sviluppo, soprattutto se il farmaco viene utilizzato da solo alle dosi già approvate.

Esiste però anche una criticità: proprio perché si tratta spesso di farmaci generici, non sempre c’è un forte interesse industriale a finanziare costose sperimentazioni cliniche. Di fatto, attualmente gli studi sul sildenafil come farmaco antitumorale sono ancora molto limitati”.

Qual è quindi il messaggio corretto da dare ai pazienti che leggono questa notizia?

“È una buona notizia perché dimostra che la ricerca continua a individuare nuovi possibili meccanismi per contrastare la crescita dei tumori, anche attraverso farmaci già disponibili. Ma bisogna evitare facili entusiasmi. Oggi non siamo di fronte a una nuova terapia, bensì a un’evidenza preliminare che dovrà essere confermata da studi clinici”.

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