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I limiti dello studio sugli effetti anti-tumorali del Viagra - 3/4

La ricerca pubblicata su Cancer Research apre una nuova ipotesi sul possibile ruolo del sildenafil contro le metastasi, ma l'oncologo Massimo Di Maio invita alla cautela
I limiti dello studio sugli effetti anti-tumorali del Viagra - 3/4
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I limiti dello studio sugli effetti anti-tumorali del Viagra

Quali sono allora i principali limiti dello studio che impediscono di considerarlo già una prova clinica? “Lo studio è pubblicato su una rivista molto seria ed è scientificamente affidabile. Tuttavia i dati clinici derivano da analisi osservazionali delle cartelle cliniche: vengono confrontati pazienti che assumevano sildenafil con altri che non lo utilizzavano, ma questi confronti possono essere influenzati da numerosi altri fattori. Per esempio, non si considera lo stadio della malattia dei pazienti o le loro condizioni generali, tutti elementi che possono influenzare moltissimo la prognosi e modificare profondamente i risultati”.

Il meccanismo ipotizzato potrebbe riguardare molti tipi di tumore oppure solo alcune neoplasie?

“Al momento non lo sappiamo. Gli autori hanno studiato diversi modelli preclinici e anche l’analisi osservazionale comprende tumori del polmone, della prostata e del colon. In teoria il meccanismo potrebbe essere rilevante per molte neoplasie, ma la biologia dei tumori ci insegna che uno stesso bersaglio può avere un’importanza molto diversa a seconda del tipo di cancro. Per cui oggi possiamo dire che il meccanismo è interessante, ma non è stato ancora dimostrato efficace in nessun tumore”.

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