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L'esperto: "Per capire se sia una reale opportunità di cura servono altri studi" - 2/4

La ricerca pubblicata su Cancer Research apre una nuova ipotesi sul possibile ruolo del sildenafil contro le metastasi, ma l'oncologo Massimo Di Maio invita alla cautela
L'esperto: "Per capire se sia una reale opportunità di cura servono altri studi" - 2/4
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L’esperto: “Per capire se sia una reale opportunità di cura servono altri studi”

“Il drug repurposing è uno dei capitoli più affascinanti dell’oncologia, come di molte altre aree della medicina” – spiega al FattoQuotidiano.it Di Maio -. L’idea che un farmaco già noto, grazie al suo meccanismo d’azione o ad altri effetti scoperti successivamente, possa possedere anche proprietà antitumorali è estremamente interessante. È un filone di ricerca che negli anni ha riguardato diverse classi di farmaci, come le statine o la metformina.

Perché un’ipotesi di questo tipo possa tradursi in una reale opportunità terapeutica serve però un percorso rigoroso: un razionale biologico convincente, studi preclinici su cellule e modelli animali e, soprattutto, sperimentazioni cliniche nell’uomo. Nel caso del sildenafil esiste un elemento promettente, rappresentato dalle evidenze precliniche e dall’analisi retrospettiva di pazienti che assumevano il farmaco per altre indicazioni, ma le evidenze sono ancora preliminari. Mancano studi prospettici progettati per dimostrarne l’efficacia antitumorale”.

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