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“Il Viagra può frenare le metastasi tumorali”: la scoperta che sorprende gli oncologi. Ma l’esperto avverte: “Servono altri studi, non è una nuova terapia”

La ricerca pubblicata su Cancer Research apre una nuova ipotesi sul possibile ruolo del sildenafil contro le metastasi, ma l'oncologo Massimo Di Maio invita alla cautela
“Il Viagra può frenare le metastasi tumorali”: la scoperta che sorprende gli oncologi. Ma l’esperto avverte: “Servono altri studi, non è una nuova terapia”
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Il Viagra utile non solo per la disfunzione erettile ma anche per frenare le metastasi del cancro? La notizia ha suscitato un certo scalpore ed è frutto di una ricerca pubblicata su Cancer Research e guidata dalla dottoressa Ayelet Erez presso il Weizmann Institute of Science. Un fatto prontamente ripreso dal professor Matteo Bassetti che, nella sua attività anche di divulgatore scientifico, sul suo profilo Instagram parla di come i ricercatori, “basandosi su studi clinici raccolti su oltre 40mila pazienti in vent’anni, hanno scoperto come questo farmaco agisca come un inaspettato sabotatore biologico. Intrappolando il colesterolo all‘interno della cellula – afferma Bassetti -, il sildenafil impedisce alle cellule maligne di staccarsi dal tumore originario e dare metastasi nel resto del corpo, aprendo così nuove strade per la terapia oncologica”.

In altre parole, il sildenafil, il principio attivo del Viagra, limita la capacità delle cellule tumorali di utilizzare il colesterolo, un componente essenziale delle membrane cellulari. Il colesterolo è particolarmente importante per le cellule tumorali che cercano di staccarsi dal tumore primario, migrare in tutto il corpo e invadere organi distanti. Quando il loro accesso al colesterolo viene interrotto, queste cellule hanno maggiori difficoltà a formare metastasi. Il sildenafil agisce quindi bloccando un enzima chiamato fosfodiesterasi di tipo 5, o PDE5, aumentando così i livelli di una molecola di segnalazione nota come cGMP. Il team di Erez ha scoperto che il cGMP si lega a una proteina responsabile del trasporto del colesterolo all’interno delle cellule. Di conseguenza, meno colesterolo è disponibile per le esigenze della cellula e di conseguenza sembrerebbe che le cellule tumorali siano particolarmente vulnerabili a questa riduzione dell’apporto di colesterolo.

I ricercatori hanno confermato le potenzialità del sildenafil contro le metastasi sia in esperimenti di laboratorio, sia nei dati delle cartelle cliniche di pazienti oncologici in cui si evidenzia un miglioramento significativo della sopravvivenza tra quelli che assumevano sildenafil con altre indicazioni mediche, in particolare quando questo veniva combinato con le statine.

Questa ricerca rientra nel cosiddetto “drug repurposing”, cioè il riutilizzo di farmaci già esistenti per nuove indicazioni. Abbiamo approfondito i risultati dello Weizmann Institute of Science con il professor Massimo Di Maio, Presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Dipartimento di Oncologia, Università di Torino, Città della Salute e della Scienza di Torino (Ospedale Molinette).

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