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Gli Houthi attaccano una raffineria saudita e il porto yemenita di Mokha: 7 morti

Missili balistici e droni contro il porto di Mokha, strategico per l'accesso al corridoio di Bab el-Mandeb. A fuoco la raffineria della Saudi Aramco
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Con un comunicato pubblicato su X, gli Houthi hanno rivendicato un massiccio attacco con missili balistici e droni al porto di Mokha, nell’ovest dello Yemen. Almeno sette persone sono state uccise e altre 35 sono rimaste ferite. Considerato un punto strategico per l’accesso allo stretto di Bab el-Mandeb, Mokha si affaccia sul Mar Rosso ed è controllato dal governo yemenita ufficiale riconosciuto a livello internazionale.

Il portavoce della milizia sciita sostenuta dall’Iran ha parlato di “un’operazione su larga scala e mirata” contro le truppe nemiche saudite e i depositi di armi nella zona di Mokha, ma le emittenti locali riferiscono anche di zone residenziali colpite, non solo obiettivi militari. Secondo un corrispondente di Al Arabiya, il porto è stato preso di mira da più di 20 attacchi con droni, mentre un missile è stato lanciato contro un centro di addestramento.

Un’escalation, quella scatenata dalle milizie ribelli, che rischia di riaccendere il conflitto nel Paese e che ha già aperto un nuovo fronte per il controllo Bab el-Mandeb, diventato sempre più importante dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz. Sul corridoio del Mar Rosso infatti è stato dirottato gran parte del petrolio saudita. Sempre in queste ore gli Houthi hanno rivendicato l’attacco all’impianto petrolifero del colosso Saudi Aramco a Jizan, in Arabia Saudita. La raffineria è stata colpita con un drone che ha provocato un vasto incendio nella struttura. “Il raid – ha specificato il portavoce della milizia – è stato lanciato in risposta alle incursioni saudite nel territorio del nord-ovest dello Yemen”.

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