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"Qui l'età è vista come esperienza, non come un limite" - 3/3

Fina Cannella in Italia ha sempre avuto lavori precari, spesso pagati in nero. "Una mattina mi sono svegliata, ho comprato un biglietto e nel giro di una settimana sono partita con una sola valigia". Ecco la sua storia
"Qui l'età è vista come esperienza, non come un limite" - 3/3
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“Qui l’età è vista come esperienza, non come un limite”

Chi può essere definito davvero un “cervello in fuga”? Solo chi ha una laurea o anche chi porta con sé competenze costruite in decenni di lavoro? “Io non mi sento inferiore perché non sono laureata. Mi sento soltanto in difficoltà con la lingua. Le competenze le ho sempre avute. Se sai fare il tuo lavoro e hai voglia di lavorare, l’opportunità arriva”. Anche per questo, a 56 anni, desidera iscriversi a un corso di tedesco. Ma non lo vive come una sfida contro il tempo: “Non è mai troppo tardi. Qui l’età è vista come esperienza, non come un limite. Voglio imparare la lingua per tornare a fare la bartender e interagire come si deve con i clienti”. Quando racconta la Sicilia, la voce cambia. Non c’è rancore verso la sua terra, ma verso un sistema che, dice, l’ha costretta a scegliere tra sopravvivere e avere diritti. “Mi sento tradita. Io ero conosciuta e apprezzata nel mio paese, lavoravo tanto, ma ero invisibile per lo Stato. Questa è la cosa che fa più male”. Oggi vive da sola a Dietlikon. La nostalgia resta, così come il legame con la Sicilia. Ma ogni mattina, racconta, si accorge che qualcosa è cambiato dentro di lei. “Nel mio paese mi svegliavo pensando: “È un altro giorno”. Qui mi alzo e penso: “Che bello, un altro giorno da vivere!”. La sua non è la storia di una manager, di una ricercatrice o di una professionista altamente specializzata. È la storia di una donna che, nel suo Paese natale, ha attraversato una vita di lavoro senza tutele e che ha scelto di emigrare quando molti pensano che sia ormai troppo tardi per ricominciare. A 56 anni, Fina ha deciso di cercare altrove non la fortuna, ma qualcosa di più umano: la dignità.

Sei una italiana o un italiano che ha deciso di andare all’estero per lavoro o per cercare una migliore qualità di vita? Se vuoi segnalaci la tua storia a fattocervelli@gmail.com

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