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Gli revocò l’incarico dopo un articolo su Gaza: università del Minnesota risarcisce con 250mila dollari lo storico del genocidio Raz Segal

Documenti analizzati dal Guardian rivelano come l'università sia passata dal difendere Segal al ritirare la decisione di assumerlo dopo le centinaia di messaggi da parte delle lobby israeliane: “Non possiamo permettere che una persona come Raz Segal, un palese antisionista, diriga il dipartimento di studi sull’Olocausto", ha scritto un donatore al presidente del consiglio di amministrazione dell’università
Gli revocò l’incarico dopo un articolo su Gaza: università del Minnesota risarcisce con 250mila dollari lo storico del genocidio Raz Segal
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La sua profonda conoscenza della storia dell’Olocausto e del genocidio gli era valsa la direzione del Centro per gli studi sull’Olocausto e il genocidio dell’università del Minnesota, con grande apprezzamento e soddisfazione da parte della commissione di accademici chiamata a valutarne la candidatura. Ma quando all’attenzione degli esperti è stato portato un suo articolo dell’ottobre 2023 in cui, su Jewish Current, aveva definito l’azione militare di Israele a Gaza ” un caso da manuale di genocidio“, il professore ebreo di nazionalità americana e israeliana, Raz Segal, aveva visto sfumare l’opportunità di ricoprire quell’incarico così prestigioso. Oggi, a due anni di distanza, il docente e l’ateneo hanno raggiunto un accordo che prevede il pagamento a Segal di 250mila dollari come risarcimento.

La storia inizia a giugno 2024, quando una commissione di accademici, a seguito di un rigoroso processo di selezione, aveva fatto con grande entusiasmo il nome del professore come futuro direttore del centro studi. Un membro aveva addirittura definito la sua presentazione “mozzafiato“. Solo cinque giorni dopo l’offerta, però, la situazione si era ribaltata: l’università aveva fatto un passo indietro dicendo di aver ricevuto dei “pareri” da parte della comunità internazionale che accusavano il professore di giustificare i crimini di Hamas. Niente di vero, un’affermazione del genere non è mai stata pronunciata dallo studioso né tantomeno era contenuta nell’articolo ‘incriminato’ dell’ottobre 2023. Tanto che, alla fine, si è arrivati a una transazione che ha chiuso il contenzioso senza che l’ateneo dovesse assumersi alcuna colpa.

Ma la diffusione della notizia ha spinto Segal, dopo due anni di battaglie legali, a lanciare un appello ai suoi colleghi, sostenendo che il suo caso è la dimostrazione che chiunque sia stato in qualche modo punito per aver criticato Israele può “reagire”. La strategia legale del docente si è basata sulla richiesta di accesso agli atti per decine di email che hanno svelato l’esistenza di una campagna di pressione sui funzionari dell’università da parte di donatori, legislatori e attivisti filo-israeliani. I documenti, consultati dal Guardian, rivelano come l’università sia passata dal difendere Segal al ritirare la decisione di assumerlo. “Non possiamo permettere che una persona come Raz Segal, un palese antisionista, diriga il dipartimento di studi sull’Olocausto – ha scritto un donatore al presidente del consiglio di amministrazione dell’università – Molti ritireranno le loro donazioni all’università se la questione non verrà affrontata”. E questa è solo una delle centinaia di mail ricevute dall’ateneo, riprova che si è trattato di una vera e propria campagna di pressione contro il professore.

Segal è stato bersaglio della lobby israeliana nonostante sia ebreo e nipote di quattro sopravvissuti all’Olocausto, oltre che un riconosciuto studioso della Shoah. Lui stesso ha dichiarato che agli occhi di un certo mondo lui è “il tipo sbagliato di israeliano e di ebreo”. E sul genocidio israeliano a Gaza ha aggiunto che “avrei tanto voluto sbagliarmi. Ma purtroppo non era così”. Ora è professore ordinario alla Stockton University nel New Jersey, dove dirige un master in studi sull’Olocausto e sul genocidio.

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