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Nelle mani di negazionisti e gerontocrati: stiamo precipitando nell’assurdo

James D. Vance dichiara di eseguire l’opera di Dio “e se questo porta alla fine dei tempi, va bene”. Insomma
Nelle mani di negazionisti e gerontocrati: stiamo precipitando nell’assurdo
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Lo spirito del tempo sta rapidamente precipitando dal grottesco all’assurdo; quanto segna il barometro del clima irreale nella Stanza Ovale di Washington. Se nell’aprile scorso il presidente degli Stati Uniti annunciava l’intento di cancellare la civiltà iraniana in una notte, ora il suo vice – il presunto più affidabile James D. Vance – dichiara di eseguire l’opera di Dio “e se questo porta alla fine dei tempi, va bene”. Insomma, il crescendo dal bullesco annuncio di uno sterminio al folle delirio dell’Apocalisse come prospettiva mistica. Sicché, personalmente oggi mi trovo nell’imbarazzante situazione di fare il tifo per ciò che più ho detestato in tutta la mia vita: la violenza prevaricatoria e l’oscurantismo religioso, incarnati dalla teocrazia degli ayatollah e dai suoi Pasdaran; custodi di una presunta rivoluzione liberticida e massacratrice.

Intanto, nell’impazzimento delle temperature verso il torrido di questa estate, record climatico negativo di tutti i tempi, abbiamo registrato sulla nostra pelle l’indifferenza di chi ci governa all’accelerazione devastante del riscaldamento terreste. Mentre si susseguono catastrofi non solo in Tibet e morie in tutta Europa (10mila decessi nella sola Italia: fonte Joint Research Centre Ue), quando tutti i buoni propositi del passato di rallentare la corsa suicida all’antropocene (gli equilibri del pianeta sovvertiti dalle attività umane) – dal protocollo di Kyoto (1997) all’accordo di Parigi (2015), i due principali trattati promossi dall’ONU per ridurre le emissioni di gas serra – sono stati relegati definitivamente nel dimenticatoio. Mentre campeggiano priorità belliche, si tratti di guerra mondiale “a pezzi” o tout court.

Due facce dello stesso fenomeno, che sembra ragionevole attribuire ai processi strutturali di invecchiamento, in espansione nel nostro sistema-Mondo occidentale. Ossia la selezione delle classi dirigenti in una popolazione sempre più anziana; dunque con una mentalità prevalentemente orientata a prudenza e ripetitività. Chiamasi gerontocrazia – il governo dei vegliardi abbarbicati al potere e dei loro cloni, under ma mentalmente over – che vivono in una sorta di regressione temporale, per cui non sono in grado di comprendere il presente e concepire il futuro, aggrappati alle rassicuranti soluzioni del passato; rimuovendone l’anacronismo che le rende inutilizzabili attraverso il sistematico uso del negazionismo.

Il climate change esorcizzato snocciolando standard di calure precedenti, il rigetto, a ottant’anni dalla sua messa all’indice, del pericolosissimo giocattolo bellico magnificandone immaginarie qualità salvifiche per politica (coesione) ed economia (occupazione e innovazione) dello Stato-nazione; da von Clausewitz fuori tempo massimo. Ignorando il fatto che la soluzione bellica è sempre più spuntata e difficilmente conduce a soluzioni definitive, con vincitori e vinti; anche a seguito della rivoluzione degli armamenti a basso prezzo, alla portata della borsa di sempre più Davide, a scapito dei frastornati Golia: il costo di un drone Shahed si aggira sui 20/50mila $, un missile Patriot supera i 4 milioni. Ma questo sfugge agli incartapecoriti Dottor Stranamore, impegnati in vecchie manovre autolesioniste come prosecuzione della guerra civile in atto dalla seconda metà del secolo scorso; promossa dagli abbienti contro “il ceto pericoloso” dei poveracci.

In questo caso il tentativo di occultare negandola la responsabilità delle economie cosiddette evolute che da Reagan a Thatcher, da Blair a Clinton, promossero la finanza come superamento del capitalismo manifatturiero attraverso la de-industrializzazione: la mattanza dell’area centrale nella società keynesiana per accumulare ricchezza ai piani alti abitati dall’élite possidente, ceto politico compreso. Il proprio popolo come carne da macello, fino al supremo cinismo di farlo massacrare per obiettivi accaparrativi e personali salvataggi dalle inchieste della magistratura, come sta emergendo nelle responsabilità dirette del premier Netanyahu per il pogrom di Hamas del 7 ottobre. Follia criminale sempre negata quanto più evidente.

E sempre la negazione si intreccia con l’appello ai valori dell’Occidente. Ovviamente, cristiano e liberale. Un mito che il resto del mondo ormai disconosce. Lo dimostra il recente best-seller (molto sciovinista in senso inverso) di Amitav Acharya, tra l’altro docente di relazioni internazionali all’università di Washington, che denuncia “il mix di ignoranza e razzismo per cui gli occidentali concepirono le loro conquiste come il trionfo della civiltà sulla barbarie”. Appunto, tesi che l’Altro mondo si rifiuta di avallare e che il negazionismo continua a esacerbare, facendo leva sulle illusioni a mezzo tecniche comunicative, psico-scienze ad uso sorveglianza e l’attuale imbroglio di definire macchine senzienti (IA) l’aumento di capacità computazionali degli elaboratori.

La rovinosa pervicacia di negare l’evidenza – la fine del secolo americano – grazie a effetti subliminali, mentre latitano bonifiche mentali in chi un dio (hi-tech) sta condannando alla rovina.

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