Il mondo FQ

Lavare, scegliere e riutilizzare: piccoli gesti per una moda più consapevole - 3/3

Gli eco-consigli di Cecilia Frajoli Gualdi (fondatrice di Dress the Change), Pierluca Urbinati (produttore di detergenza ecologica) e Claudia Esposito (divulgatrice della sostenibilità tessile)
Lavare, scegliere e riutilizzare: piccoli gesti per una moda più consapevole - 3/3
Icona dei commenti Commenti

Lavare, scegliere e riutilizzare: piccoli gesti per una moda più consapevole

Per il primo lavaggio dei capi nuovi è consigliabile utilizzare un buon detersivo ecologico, scegliendo il trattamento più adatto in base al tipo di tessuto. Pierluca Urbinati, imprenditore e produttore esperto di detergenza ecologica, suggerisce un’accortezza particolare per alcuni indumenti: “Quando i capi provengono da filiere molto lunghe, spesso dall’Oriente, oppure si tratta di tessuti sintetici dai colori particolarmente vivaci, di fibre delicate come lana e seta o di tessuti tinti con coloranti vegetali, meglio effettuare un primo lavaggio con un detersivo liquido e completare il risciacquo con una soluzione di acido citrico al 15%. Per prepararla basta sciogliere 150 grammi di acido citrico in un litro d’acqua e utilizzarne circa 100 ml nella vaschetta dell’ammorbidente. Questo semplice passaggio può essere particolarmente utile per i capi colorati: alcuni coloranti tendono infatti a stabilizzarsi meglio in ambiente acido e un primo risciacquo di questo tipo può aiutare a preservarne la brillantezza”.

Per tutti gli altri tessuti si può aggiungere al detersivo un additivo biodegradabile ed efficace come il percarbonato di sodio. A contatto con l’acqua calda, questa sostanza libera ossigeno attivo, svolgendo un’azione igienizzante e smacchiante. La dose consigliata è di circa un cucchiaio, pari a 10-15 grammi, da inserire nel cestello tramite pallina dosatrice oppure nella vaschetta del detersivo insieme al lavaggio. La sua efficacia si attiva soprattutto a partire dai 40 °C.

Queste semplici attenzioni possono aiutare a ridurre parte dei residui derivanti dalle lavorazioni industriali, dai trattamenti di finissaggio e dai lunghi percorsi che accompagnano un indumento dalla fabbrica fino al nostro armadio, rendendo il primo utilizzo più consapevole. A questo proposito, Claudia Esposito, divulgatrice sul tema della sostenibilità tessile e del consumo consapevole, richiama l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: il valore del second hand (abbigliamento usato). Spiega: “I vestiti usati, soprattutto quelli realizzati in fibre naturali come cotone, lino e canapa, hanno già subito numerosi lavaggi che contribuiscono a eliminare gran parte delle sostanze impiegate durante la produzione. Oltre a ridurre l’impatto ambientale, possono quindi risultare più neutri dal punto di vista chimico”.

Come sottolinea Esposito, il problema non riguarda soltanto la nostra pelle: “Ogni anno l’industria della moda utilizza enormi quantità di sostanze chimiche, acqua ed energia. Acquistare meno, scegliere meglio, preferire materiali durevoli e valorizzare il riuso significa contribuire a un modello più sostenibile e circolare. La moda veloce non ha soltanto un costo economico: ha anche un costo ambientale, spesso invisibile, nascosto dietro una maglietta a pochi euro o un costume acquistato d’impulso per le vacanze”. Alla fine, lavare un vestito nuovo prima di indossarlo richiede pochi minuti e un gesto in più. Dietro questa semplice abitudine si nasconde una scelta consapevole: prendersi cura della propria pelle, ridurre l’esposizione a sostanze indesiderate e guardare agli acquisti con un po’ più di attenzione. Perché quel caratteristico odore di nuovo che tanto ci piace non è necessariamente sinonimo di pulizia. A volte è soltanto l’ultima traccia di un lungo viaggio industriale che vale la pena lasciare andare con un buon lavaggio.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione