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Terremoto Campi Flegrei, l’esperto del Cnr: “Non si possono escludere scosse più forti”

Il chiarimento di Andrea Billi dell’Istituto di Geoscienze dopo il sisma di magnitudo 4.7: "È possibile che lo sciame sismico prosegua, attenersi alle comunicazioni della Protezione Civile"
Terremoto Campi Flegrei, l’esperto del Cnr: “Non si possono escludere scosse più forti”
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Lo sciame sismico ai Campi Flegrei potrebbe continuare anche nelle prossime ore o nei prossimi giorni, ma allo stato attuale non è possibile prevederne l’evoluzione nemmeno in senso negativo. In altri termini, non è possibile escludere che il terremoto di magnitudo 4.7, il più forte mai registrato, sia il più forte di questo periodo di bradisismo. A spiegarlo è Andrea Billi, ricercatore dell’Istituto di Geoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Geo), all’indomani del movimento tellurico registrato tra Pozzuoli e Quarto.

“È possibile che lo sciame prosegua, ma non è possibile prevederne la durata, il numero o la magnitudo delle scosse, né escludere in modo assoluto un superamento dell’attuale record”, afferma il ricercatore. Il sisma, precisa, “non indica, di per sé, l’imminenza di un’eruzione vulcanica. Al momento, il livello ufficiale di allerta resta giallo. È quindi essenziale attenersi alle comunicazioni della Protezione Civile e degli enti preposti al monitoraggio”.

Secondo Billi, la forte percezione della scossa è legata alla sua ridotta profondità ipocentrale, stimata in circa 3 chilometri. Una caratteristica che ha fatto sì che il terremoto fosse avvertito distintamente non solo nell’area flegrea, ma anche a Napoli, Ischia e nella penisola sorrentina. L’evento si inserisce in uno sciame sismico proseguito anche nelle ore successive e rappresenta, sulla base dei dati disponibili, il terremoto di maggiore magnitudo registrato ai Campi Flegrei nell’ambito dell’attuale crisi bradisismica, in corso ormai da diversi decenni. Durante la crisi del 1982-1984, infatti, gli eventi più energetici – quelli del 4 ottobre 1983 e del 14 marzo 1984 – raggiunsero entrambi di magnitudo 4.

Il fenomeno del bradisismo, cioè il “movimento lento del suolo”, caratterizza da secoli la caldera dei Campi Flegrei. “Dopo circa vent’anni di subsidenza, dal 2005 è iniziata una nuova fase di sollevamento, tuttora in corso e il terremoto del 31 luglio si inquadra in questo processo bradisismico”, spiega Billi. “In precedenza, le crisi del 1970-1972 e del 1982-1984 determinarono nel complesso, nell’area di Pozzuoli, un sollevamento massimo del suolo di circa 3,5 metri e furono accompagnate da migliaia di terremoti, alcuni dei quali produssero danni. Ma anche allora non fu mai superato” il record registrato venerdì sera.

Quanto alle cause del fenomeno, il ricercatore ricorda che il bradisismo “è legato a variazioni di pressione e temperatura nel sottosuolo, all’interno di un complesso sistema vulcanico e idrotermale”. Le cause del sollevamento, aggiunge, “sono oggetto di studio e possono riflettere la pressurizzazione del sistema idrotermale, dovuta alla migrazione e all’accumulo di acqua, vapore, anidride carbonica e altri gas, con possibili contributi magmatici profondi. Questi processi deformano le rocce e provocano il rigonfiamento del suolo”. Quando le sollecitazioni superano la resistenza delle rocce, conclude Billi, “queste si fratturano e l’energia liberata si propaga come onde sismiche”.

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