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“Mancini lasci tutte le chiacchiere e pensi ad andare in campo e vincere. Le polemiche erano evitabili”: parla Dino Zoff

Il campione del mondo del 1982 ha parlato del nuovo corso della Nazionale italiana: "Diciamo che le polemiche si potevano evitare, per il bene di tutti"
“Mancini lasci tutte le chiacchiere e pensi ad andare in campo e vincere. Le polemiche erano evitabili”: parla Dino Zoff
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Le polemiche, le discussioni e il caos, poi l’addio di Maldini e Leonardo, l’ufficialità di Mancini come commissario tecnico e Ranieri come direttore tecnico. Per Dino Zoff, però, la strada da seguire è una sola: smettere di guardare a ciò che è successo fuori dal campo e iniziare a lavorare per il bene della Nazionale. Il campione del mondo 1982 accoglie il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra con fiducia, ma lancia un messaggio chiaro: “Lasci da parte tutte le chiacchiere degli ultimi giorni. Si deve andare in campo e vincere le partite. Non possiamo più permetterci di non farlo“, le parole a Il Mattino dell’ex portiere azzurro, che individua nel campo l’unico vero giudice del nuovo corso.

Zoff, che proprio come Mancini e Giovanni Malagò è socio del Circolo Aniene (dal gennaio 2000, con matricola 3901), commenta la scelta del nuovo commissario tecnico con convinzione. “Finalmente la scelta è arrivata, ormai manca poco alle prossime partite e mi ero preoccupato“, scherza il numero uno della Nazionale campione del mondo in Spagna. Secondo Zoff, il ritorno di Mancini rappresenta una scelta affidabile per rilanciare l’Italia. “Il suo è un profilo sempre positivo, determinante, ha già dimostrato di poter fare bene con la nazionale. Lo dice il campo“, sottolinea l’ex Ct azzurro.

Sulle settimane caratterizzate da continui cambi di scenario, Zoff preferisce non alimentare ulteriori polemiche, pur ammettendo che qualcosa poteva essere gestito diversamente. “Diciamo che si potevano evitare, per il bene di tutti. Ma ormai il tempo stava scadendo, le prossime partite sono in programma tra poche settimane e non c’era più tempo per attendere la scelta”. Anche sul percorso che ha portato all’addio di Maldini e Leonardo, Zoff invita alla prudenza e al rispetto delle decisioni prese. “Non è mai giusto sindacare le scelte degli altri. Anche perché non conosciamo tutte le cose che sono accadute se non dall’esterno. Conoscendo le persone, ognuno fa le sue scelte in maniera libera. Se non c’erano le condizioni per andare avanti insieme, è stato giusto salutarsi“.

Ora l’obiettivo è aprire un nuovo ciclo, con la qualificazione al Mondiale del 2030 come traguardo principale dopo tre edizioni consecutive saltate. “Speriamo corra bene (ride) perché c’è da correre per questa nazionale. L’obiettivo è il campo, bisogna arrivare bene alle prossime competizioni internazionali. E, ovviamente, centrare il Mondiale del 2030 dopo le tre edizioni saltate. Il fine resta questo”. Nel nuovo assetto della Nazionale ci sarà anche Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. Una scelta che Zoff promuove senza esitazioni, soprattutto per le qualità umane dell’ex allenatore. “Una persona straordinaria. E intendo proprio dal punto di vista umano. Una di quelle figure che vorresti sempre accanto“.

Ripensando alla sua esperienza da commissario tecnico, Zoff ricorda come in passato il ruolo del direttore tecnico avesse caratteristiche diverse. “Quando io ero Ct, la figura del direttore tecnico come la immaginiamo noi non esisteva. Accanto a noi, in quegli anni, c’era Gigi Riva e diciamo che non c’era molto da lamentarsi. Eravamo messi benissimo“. E su Ranieri ribadisce la sua stima: “Su Ranieri non ho dubbi: un professionista di alto livello, una persona che vorresti sempre con te quando sei in panchina. Quella di Claudio è la scelta più giusta”.

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