"Nelle tradizioni orientali il silenzio è una via per placare la mente, una condizione per la meditazione" - 3/3
“Nelle tradizioni orientali il silenzio è una via per placare la mente, una condizione per la meditazione”
Le “categorie” del silenzio che lei indica sono molto interessanti: non solo conventi e borghi ma anche luoghi inaspettati come le città sotterranee o luoghi in città.
Sì, il libro è diviso in tre parti: il silenzio della natura, il silenzio di Dio cioè dei luoghi sacri, il silenzio creato dall’uomo, che siano luoghi simbolici e culturali sorprendentemente silenziosi. Ci sono luoghi particolarmente adatti a sperimentare il silenzio. Solo alcuni esempi: gli ecovillaggi; i luoghi dove si pratica il cosiddetto astroturismo, l’osservazione delle stelle, di solito molto silenziosi. Ma penso anche ai cimiteri, che non sono solo luoghi di cultura dei defunti, ma, tra l’altro, anche luoghi molto belli, penso al Cimitero di Staglieno a Milano, il Cimitero Monumentale a Genova, il Verano e il Cimitero Acattolico a Roma. Per non parlare delle catacombe.
Anche i borghi abbandonati?
Sì, tra l’altro esistono anche delle guide a questi luoghi, a cui però bisogna accedere con attenzione perché potrebbero esserci delle strutture pericolose, ma sono esperienze molto interessanti.
E poi ci sono i classici luoghi legati alla fede dove si può spendere qualche giorno.
Sì, abbiamo inserito i classici monasteri, a partire da Bose che forse è il più famoso, ma anche luoghi e conventi più remoti. E non solo cattolici e cristiani, ma anche, ad esempio buddhisti. Per le religione monoteiste il silenzio è uno spazio sacro di ascolto profondo. Nelle tradizioni orientali è una via per placare la mente, una condizione per la meditazione.
Serve un’educazione al silenzio?
Un tempo durante le lezioni a scuola c’erano delle pause di silenzio. Oggi il mondo tende ad essere pieno in tutti i sensi. Però vorrei ricordare che il silenzio è anche un fattore ecologico, qualcosa a cui dovremmo aspirare per il nostro benessere e quello dei nostri figli. Qualcosa di prezioso da difendere, perché non diventi un affare ma resti un’esperienza accessibile gratuitamente a tutti.